Comunali, Rampelli (FdI): “Raggi delusione, Giachetti soporifero, Marchini sparito. Giorgia la novità"

01 giugno 2016 ore 12:45, Lucia Bigozzi
“Roma rischia un punto di non ritorno, questo voto è decisivo e l’unica novità è Giorgia Meloni; gli altri candidati sono stati o sono del Pd, al punto che la campagna elettorale è sembrata un congresso permanente del partito di Renzi”. Nel giorni del rush finale, Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio, traccia un bilancio della maratona elettorale nella Capitale, con tanto di “pagelle” e voti “personalizzati” ai competitor di Giorgia Meloni. 

Campagna elettorale al rush finale: qual è il suo bilancio?

"E’ stata una campagna elettorale abbastanza assopita tranne che per gli ultimi cinque giorni, ha stentato a decollare e i cittadini si sono lasciati coinvolgere con grande fatica. Probabilmente c’è molto disincanto e delusione verso il governo di Roma. Non vorrei sembrare partigiano, ma c’è una sorta di disincanto percepibile tra la gente nei confronti dei 5S che dopo la spinta di ribellione che era stata simbolicamente consegnata loro, sembrano già essersi invecchiati". 

Comunali, Rampelli (FdI): “Raggi delusione, Giachetti soporifero, Marchini sparito. Giorgia la novità'
Che voto dà alla campagna elettorale di Giachetti e Marchini? 

"A mio giudizio Giachetti ha volutamente fatto una campagna soporifera, forse indirizzata a un target elettorale molto circoscritto che lui ritiene possa essergli sufficiente per andare al secondo turno. Marchini ha avuto due fasi distinte, la prima molto aggressiva, la seconda con una sostanziale sparizione dalla scena, probabilmente quando una parte dell’elettorato di centrodestra ha capito che non era competitivo".

Perché i romani dovrebbero votare Giorgia Meloni? 

"L’unico vero elemento di novità, forse perché donna e futura madre, forse per lo strappo con Berlusconi, è rappresentato da Giorgia Meloni. Oltretutto, gli altri sono accomunati da un medesimo destino: sono tutti stati o sono del Pd. La Raggi non ha fatto mistero di aver votato sempre Pd prima di aderire al M5S, Marchini ha tentato la carta delle primarie dem tre anni fa, Fassina si è scisso dal Pd ma lì è stato eletto come parlamentare, Giachetti è la candidatura ortodossa e paradossalmente è quello che più degli altri nasconde l’appartenenza al partito di Renzi non ritenendola un valore aggiunto. In altre parole, questa campagna elettorale sembra il congresso permanente del Pd e l’unica candidatura che non ha niente a che vedere con quella storia è la Meloni". 

Quanto conta il voto per Roma?

"Roma vive una serie di problemi drammatici e quotidiani, ma c’è anche un grande bisogno di trovare qualcuno che sia determinato a difendere Roma perché la città negli ultimi 30 anni è stata abbandonata su un binario morto. E fermandosi Roma, si ferma lo sviluppo non solo della Capitale ma dell’intero Mezzogiorno; quindi se la politica non investe di nuovo su Roma le cose si mettono male. C’è il rischio imminente di un punto di non ritorno: ecco perché questa campagna elettorale è decisiva". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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