Il 5 giugno la Solidarnosc italiana

01 giugno 2016 ore 13:35, Fabio Torriero
Potranno combatterla, potranno tentare di addormentarla, svuotarla, spostarla, ma ormai la corrente è partita e la piena romperà la diga (del pensiero unico). 
Una corrente destinata a cambiare la storia, rovesciare i tavoli, distruggere rendite di posizione e vecchi schemi della politica. 
Una rivoluzione che ha come centro ed epicentro l’Italia. Non più fanalino di coda, rispetto ad un'idea falsa e distorta di modernità (come da diktat dell’Unione Europea); ma avanguardia, apripista di nuovi scenari.
In Europa da qualche anno stanno prendendo piede movimenti interessanti, che stanno fondendo l’elemento identitario dei popoli con i valori antropologici. 
Ma non basta, la reazione "para-xenofoba" non è la soluzione; è la denuncia di un problema e soprattutto, è speculare al mondialismo, al buonismo, al cosmopolitismo laicista. I due flussi si alimentano vicendevolmente
Se il buonismo progressista (la mistica dell’accoglienza), apre e sbraca le frontiere, il "cattivismo" ed "egoismo" sono sbagliati: è fallimentare rispondere con i muri, con le identità-chiuse, con la paura e la sindrome da fortino assediato.
La vera risposta, invece, è l’identità intesa come amore: "Chi sa chi è", chi è consapevole e orgoglioso della propria identità religiosa, culturale, familiare, storica, non ha paura dell’altro; lo vede come un arricchimento; è "chi non sa più chi è" (l’apolide, il cittadino del mondo, il precario etc) che vede l’altro come una minaccia, un pericolo. 
In Italia questa saldatura tra l’identitarismo popolare e i valori non negoziabili, i temi antropologici, si è naturalmente e virtuosamente creata dal basso: la piazza del Family Day. 
Una piazza, non compresa, erroneamente interpretata (secondo lenti superate), inseguita da tutti, dalla vecchia politica del Palazzo e della stessa Cei.

Il 5 giugno la Solidarnosc italiana
Oggi la traduzione diretta della piazza del Family Day è il Popolo della Famiglia. L’unica offerta politica che mette veramente al centro la famiglia naturale, intesa come un prisma da valorizzare e declinare amministrativamente a 360 gradi.
La rivoluzione di cui parlo è la "Solidarnosc italiana". Che germoglierà, feconderà e vincerà comunque. Ormai il processo è avviato.
Le categorie destra e sinistra, le dicotomie ottocentesche (liberali-sociali, liberisti-statalisti, comunisti-anticomunisti) sono morte e sepolte. Vengono riesumate unicamente per rastrellare qualche voto in più e aizzare ciò che resta delle antiche tifoserie da guerra fredda. Celano il vuoto assoluto di progetti e di classe dirigente. 
Le nuove categorie, che si stanno consolidando sempre più, sono "alto-basso" (popoli vs caste) e, appunto, "i valori antropologici".
E’ tempo di "un’Alleanza identitaria", tra la piazza del non-voto, il civismo nazionale e la piazza del Family Day. 
Solo dopo le ricette economiche, istituzionali, politiche avranno e recupereranno senso.
Un’Alleanza tra credenti, non credenti contro il "nemico comune": la dittatura del relativismo, il nichilismo, il materialismo laicista, la cultura della morte e dello sballo e la Repubblica di Renzi… il suo "dirigismo littorio" (partito unico, maggioranza unica, Camera unica); e il suo impianto valoriale negativo (tra l’altro, non scelto dal popolo, non votato da nessuno). Ossia, la "società radicale di massa" (basta mettere insieme i provvedimenti che il suo governo ha approvato e si appresta ad approvare: divorzio-breve, depenalizzazioni a 360 gradi, unioni civili, adozioni gay, ius soli, liberalizzazione delle droghe leggere, eutanasia etc).
Ogni altra formula è sbagliata: i credenti negli altri partiti, hanno prodotto soltanto "i professionisti del cattolicesimo parlamentare" (identitari da bandierina) che al momento buono, si sono squagliati come neve al sole, barattando i valori per un "piatto di lenticchie" (magari il bonus bebé: l’ha riconosciuto pure Gandolfini, portavoce del Comitato "Difendiamo i nostri figli"). 
Dare più forza al Pdf vuol dire riorientare la bussola valoriale, ridettare l’agenda anche di quelle forze politiche che, a parole, si dicono interpreti della cultura religiosa italiana e nazionale. 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]