La sfida di Monti a Letta. Ma chi scriverà il "contratto di coalizione"?

01 luglio 2013, Micaela Del Monte
La sfida di Monti a Letta. Ma chi scriverà il 'contratto di coalizione'?
Mario Monti “minaccia” il Governo Letta. 

 L'ex Presidente del Consiglio infatti ha espresso la sua intenzione di lasciare la coalizione nel caso non ci fosse un cambio di marcia e allo stesso tempo chiede un “contratto di coalizione” nel quale dovranno essere espresse le regole per i partiti. Regole scritte, approvate e sottoscritte sul modello del “Koalitionsvertrag” tedesco.

Provocazione o delusione? Secondo il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la sferzata del leader di Scelta Civica è chiara: «Si tratta di stimolo». Ma resta il fatto che i montiani non ci stanno ad essere triturati dal tiro alla fune Pd-Pdl mentre la crisi economica peggiora. La domanda ora è questa: Chi scriverà, anzi sottoscriverà, il nuovo contratto di coalizione? Si riparte dal discorso di Letta? Un'accelerazione, quella di Monti, che ha avuto una sua precisa e scientifica tempistica. 

Ecco le parole chiave affidate ieri sera alla sua pagina Facebook ufficiale: "Ha ragione Matteo Renzi i piccoli passi non bastano. Il Governo Letta ha iniziato bene, ma la sua missione è trasformare l'Italia in un Paese competitivo e capace di crescere, mantenendo la ritrovata disciplina di bilancio richiede riforme radicali. Queste non potranno essere decise e realizzate senza una grande e genuina unità di intenti, non solo all'interno del Governo ma anche fra i partiti che hanno dato vita alla grande coalizione. Scelta Civica, il primo partito ad avere proposto, già prima delle elezioni, un governo di grande coalizione - ha ricordato Monti - ha dichiarato recentemente che il Governo Letta deve e può proporsi come orizzonte l'intero quinquennio della legislatura."

"Con altrettanta chiarezza, però, mi sento in dovere di affermare che, senza un cambio di marcia, non riteniamo di poter contribuire a lungo a sostenere una coalizione affetta da crescente ambiguità. L'ambiguità proviene dai due partiti maggiori, l'uno impegnato nel congresso, l'altro che sta affrontando una situazione difficile, anche per le vicende di Silvio Berlusconi, al quale va peraltro dato atto di essersi finora lealmente astenuto dal farne pesare le conseguenze sul governo. Non è comunque accettabile che singoli partiti, nel partecipare all'attività di un governo che dovrebbe durare per anni, si posizionino quotidianamente come se fossero già in campagna elettorale». «In Germania, le grandi coalizioni - ha proseguito poi Monti - nascono sulla base di un 'Koalitionsvertrag', un vero e proprio contratto, scritto e molto dettagliato, che i partiti devono rispettare. La grande coalizione che appoggia il governo Letta ha, come sola base, le brevi dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio alle Camere del 29 aprile. Troppo poco. Enrico Letta dovrebbe ora proporsi di dare solidità e slancio riformatore al suo governo, e di metterlo al riparo da possibili insidie provenienti dai travagli dei partiti, proponendo presto un testo di 'contratto di coalizione'. Esso dovrebbe contenere, oltre ad un quadro preciso delle linee politiche e dei provvedimenti, anche un breve 'codice di condotta', con elementari regole di comportamento per chi vuole partecipare in buona fede ad uno sforzo comune per risollevare il Paese, dimenticando per qualche tempo gli interessi elettorali".

Dunque, se da una parte Mario Monti appoggia Letta e le sue riforme, dall'altra chiede chiarezza e uniformità di idee. La coerenza dei partiti è dunque il punto focale della “critica” di Monti al Presidente del Consiglio.    
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