Sarkozy e Berlusconi, due stelle cadenti. Fine del leaderismo carismatico a destra. E a sinistra?

01 luglio 2014 ore 13:03, Lucia Bigozzi
Sarkozy e Berlusconi, due stelle cadenti. Fine del leaderismo carismatico a destra. E a sinistra?
Sarkozy e Berlusconi, fine del leaderismo carismatico? Destini incrociati sul campo di una destra che non è più quella, o forse non è mai stata, dei tempi di Nicholas all’Eliseo e Silvio a Palazzo Chigi.
Parallelismi anche giudiziari, a segnare il tramonto di chi ha incarnato – nel bene e nel male – una forma di Cesarismo. In stato di fermo per una storia di intercettazioni l’ex presidente di Francia, ai servizi sociali per frode fiscale l’ex quattro volte premier. Condottieri di un popolo che li ha votati e nel caso di Berlusconi, ri-ri-votato, sotto il vessillo della rivoluzione liberale, entrambi caduti sotto il peso delle rispettive sconfitte politiche. Più breve la parabola politica di Sarkozy, ventennale quella di Berlusconi, eppure sul campo entrambi hanno lasciato voti e un progetto politico che alla fine non ha più convinto, promesse rimaste incompiute o a fatte solo a metà. Perché? Sarkozy e Berlusconi sono due modelli interpretativi di come un certo “satrapismo” legato al potere si alimenta per cooptazione fino a quando il consenso tiene. Ma, a ben guardare, dell’exploit clamoroso di Berlusconi e Fini nel 2008 con la maggioranza quasi “bulgara” in parlamento cosa è rimasto oggi? Macerie in un centrodestra frammentato, spezzato in partiti piccoli, medi e un po’ più grandi e tuttavia divisi, in cerca di un’unità – evocata a parole – che non si intravede all’orizzonte perché non c’è il collante delle idee e dei valori, delle identità e della storia a rimettere insieme i pezzi, a ricostruire uno schieramento compatto sul progetto anziché sulla o sulle persone. Il mancato ricambio della classe dirigente nei venti anni del berlusconismo è l’altro grande errore del leader carismatico, convinto e stra-sicuro di bastare a se stesso e agli altri. E’ stato così per anni, oggi non lo è più. E non può bastare l’iscrizione di Francesca Pascale, compagna del Cav. nonché neo-spin doctor del capo, a inaugurare la strada nuova, a far intravedere un barlume di visione politica che come tale, deve saper esprimere contenuti, strategia e visione a medio e lungo termine. Forse, l’unico segnale che potrebbe far sperare in una lenta risalita resta il passaggio dalla “monarchia” della leadership alla “costituente” repubblicana, cioè la fase della rappresentanza dal basso, della partecipazione, della democrazia interna. Con regole chiare e nuove. Complicato. Del resto, il renzismo imperante, rischia già di trasformarsi in una forma di prosecuzione del berlusconismo, ad opposte latitudini.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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