Si chiamava bonus (giovani), ma è stato uno spreco

01 luglio 2014, intelligo
Si chiamava bonus (giovani), ma è stato uno spreco
di Gianfranco Librandi In quanti ricordano il bonus giovani per “incentivare l’occupazione giovanile” declamata dal governo Letta? Sono 794 milioni di Euro stanziati da rendere disponibili per quelle aziende che avessero assunto a tempo indeterminato giovani fra 18 e 29 anni. Il “bonus” consiste nel contributo, da parte dello Stato (soldi pubblici), di un terzo della retribuzione lorda del giovane, con un massimo di 650 euro, per i primi 18 mesi di assunzione. In questo modo il governo era sicuro di creare nuova forza lavoro, per fare cosa poi? Se non si crea un mercato adeguato ad assorbire la produzione! E, infatti, i giovani assunti grazie a questo provvedimento sono 22124 contro i 100000 stimati dal governo Letta all’origine del provvedimento. 22124 sono assunzioni che non avevano assolutamente bisogno del bonus, sono ricambio fisiologico, il dato occupazionale è in caduta libera, non sono per niente un rilancio occupazionale! Le aziende sono più propense ad alleggerire i costi e quindi licenziano, altro che assumere. Nella migliore delle ipotesi sostituiscono il personale che per raggiunti limiti ha diritto alla pensione. In questo modo, è evidente, il numero di forza lavoro giovanile che beneficia dal bonus è ridotto a cifre ridicole. Quando le aziende assumono, lo fanno esclusivamente con contratti a termine, dato che i contratti a tempo indeterminato, in Italia, equivalgono a delle blindature che un imprenditore attento non può tollerare, non sarebbe un buon imprenditore. Impossibile che un contributo, “per un massimo di 18 mesi” e pari ad “un terzo della retribuzione lorda  sia determinante, nella decisione di un imprenditore di assumere o meno un giovane con un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Infatti, la maggior parte delle poche assunzioni fatte finora con gli incentivi statali riguarda la trasformazione di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, trasformazioni che sarebbero comunque avvenute anche in assenza del “bonus”. E’ inimmaginabile che un legislatore non consideri uno scenario simile. Come sorprendersi, poi, se il cittadino attento assume l’atteggiamento ostile di chi considera i soldi corrisposti in tasse e gabelle di ogni genere, un furto mal speso? Si chiama Bonus ma è uno Spreco. E’ il sistema migliore per trasformare l’evasione fiscale in un’azione moralmente punitiva.  
autore / intelligo
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