Nomine Ue, Meloni interpella Pd, Fi e Ncd: cosa cambia cari colleghi?

01 luglio 2014 ore 15:42, Marta Moriconi
Nomine Ue, Meloni interpella Pd, Fi e Ncd: cosa cambia cari colleghi?
Giorgia Meloni non ci sta ad allinearsi al vento... della Merkel.
E questa volta sulla riconferma del presidente del Parlamento Ue Schulz, e sulla guida della Commissione Ue a Juncker, decide di interpellare chi con orgoglio in questi minuti sta dichiarano la propria soddisfazione. Come la dem Simona Bonafè che parla della "rielezione di un convinto europeista come Martin Schulz alla presidenza del Parlamento Europeo" come della "prima cosa giusta. Ci aspettiamo molto da questo mandato, in modo particolare che venga raccolta la richiesta del premier Renzi di introdurre maggiore flessibilità al patto di stabilità". Ma la leader di Fratelli d'Italia ridicolizza la "grande rivoluzione che ci avevano promesso a parole Pd, Fi e Ncd". Loro che guardavano "come marziani" Giorgia e i suoi. Ma non solo. Si difende anche dall'accusa di populismo; meglio populisti che essere come loro che "mantenengono al vertice delle principali istituzioni europee un'oligarchia a trazione tedesca gradita ai poteri forti, alla grande finanza, alle lobby, alle consorterie, alle banche. Ci aveva assicurato che sarebbe cambiato tutto, che loro avrebbero cambiato tutto: nessuna continuità con il passato e svolte epocali nel rapporto tra Italia e Ue". E a a Renzi, Alfano e Berlusconi chiede semplicemente "cosa ci attenderà, quanto sangue saranno ancora costretti a donare gli italiani, quanto pensano di bluffare dichiarando il contrario di quello che fanno".
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