Grecia, proroga agli aiuti? Nein! Nuovo salvataggio? Ausgeschlossen!

01 luglio 2015, Luca Lippi
Grecia, proroga agli aiuti? Nein! Nuovo salvataggio? Ausgeschlossen!
A mezzanotte di ieri è scaduta la proroga del programma di aiuti richiesto da Tsipras, e nelle ventiquattro ore della giornata di ieri non è stata neanche abbozzata una ipotesi di terzo salvataggio della Grecia.

Tuttavia l’Eurogruppo non chiude nessuna porta, lascia “sospesa” ogni possibilità di dialogo;  mentre solamente lunedì Angela Merkel ammoniva e sosteneva la necessità di concordare un piano di salvataggio irrinunciabile, ieri (martedì) si alza dal tavolo pronunciando queste parole: “La Germania rifiuta di valutare un terzo pacchetto di salvataggio proposto da Atene prima del referendum di domenica in Grecia”.

In sostanza la Cancelliera, intelligentemente, non vuole offrire nessuna possibilità al popolo greco di decidere su una proposta dell’Eurogruppo evitando così la bocciatura di un’eventuale intesa. Probabilmente la Merkel conta di cogliere il doppio risultato, se al referendum vince il “si” Tsipras, si dimette (non ha mai digerito la sua elezione), se invece vince il “no”, mi pare scontata la soddisfazione della conduttrice del “banco”. 

Le parole della Cancelliera sono arrivate come una doccia fredda sull’intero Eurogruppo, e questo è stato sufficiente per far comprendere a tutti chi comanda realmente, e soprattutto la consistenza dei componenti e burocrati del tavolo di Bruxelles. 

Nel frattempo il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha incalzato confermando l'intenzione dell'esecutivo di non onorare il debito; questo rientra nella strategia di tutto il partito (Syriza) di alzare l'asticella del confronto per spaventare e far ridurre le pretese all’UE. Il rischio ovviamente era sin dal principio di alimentare un incidente che potesse portare al referendum. 

L'obiettivo del governo greco, chiarissimo, era quello di incassare un sontuoso “no” alla bozza di proposta dell’UE, in questo modo impugnando il coltello dalla parte del manico per rilanciare il negoziato a condizioni più possibili vantaggiose per il Paese. 

La Merkel ha capito tutto, e forse avrà impegnato tutta la notte a spiegare la strategia a presidenti, vicepresidenti e ministri delle finanze dell’Unione. Tsipras e Varoufakis saranno stati con l’orecchio alla porta oppure sono pronti ad assumersi il rischio di doversi dimettere pur di evitare la responsabilità di dover promuovere un piano UE lacrime e sangue? Il piatto piange!

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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