Migranti, allarme Onu: in 6 mesi raddoppiati gli sbarchi. La querelle politica

01 luglio 2015, intelligo
Migranti, allarme Onu: in 6 mesi raddoppiati gli sbarchi. La querelle politica
I numeri sono quelli del Rapporto Onu: da gennaio ad oggi i rifugiati e i migranti che hanno attraversato il Mediterraneo sono 137.000 rispetto ai 75.000 dello stesso periodo dello scorso anno, con un aumento record dell'83%. 

Gli attraversamenti del mare - sottolinea il rapporto dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)  - aumentano in modo significativo nella seconda metà dell’anno, in particolare durante i mesi estivi, è quindi logico aspettarsi che i numeri continuino a salire. Gli arrivi nella seconda metà del 2014, per esempio, sono stati quasi il doppio di quelli del primo semestre.

“CIMITERO” MEDITERRANEO. Il numero di morti in mare è salito a livelli record nel mese di aprile 2015, per poi calare drasticamente a maggio e giugno. Tra gennaio e marzo, 479 rifugiati e migranti sono annegati o scomparsi in mare, rispetto ai 15 nei primi tre mesi dell'anno precedente. Nel mese di aprile la situazione è peggiorata anche perché in una serie di naufragi ravvicinati, 1.308 rifugiati e migranti sono annegati o scomparsi in mare in un solo mese (rispetto ai 42 di aprile 2014). 

A maggio il numero dei rifugiati e dei migranti annegati o dispersi in mare è sceso a 68, un quarto della cifra riscontrata solo un anno prima (226). La tendenza al ribasso continua nel mese di giugno, con solo 12 morti rispetto ai 305 nello stesso periodo del 2014.

PROVENIENZE. Un terzo degli uomini, donne e bambini che sono arrivati via mare in Italia o in Grecia provenivano dalla Siria, paese i cui cittadini sono quasi universalmente considerati rifugiati o beneficiari di altre forme di protezione. Il secondo e terzo dei principali paesi di provenienza sono l'Afghanistan e l'Eritrea. Anche in questo caso si tratta principalmente di potenziali rifugiati. In Grecia, il sistema di accoglienza può arrivare a garantire duemila posti e questo ha comportato condizioni inadeguate per i nuovi arrivati. E infatti, molti rifugiati e migranti continuano il viaggio attraversando l'ex Repubblica Jugoslava di Macedonia e la Serbia, e poi in Ungheria. 

Secondo il Rapporto Onu, ogni giorno, una media di oltre 1.000 persone fanno ingresso nell'ex Repubblica Jugoslava di Macedonia dalla Grecia, a fronte di 200 persone solo poche settimane fa. Ci sono frequenti casi di abusi e violenze lungo il percorso da parte di trafficanti e reti criminali, così come una crescente chiusura delle frontiere. Il rappresentate dell’Alto Commissariato per i Rifugiati, Guterres ha dichiarato che “l’Europa ha una chiara responsabilità: aiutare coloro che cercano protezione da guerre e persecuzioni - ha sottolineato Guterres - Negare questa responsabilità equivale a minacciare le fondamenta stesse del sistema umanitario che l’Europa ha lavorato così duramente per costruire. I paesi europei devono fare la loro parte per rispondere alla crisi dei rifugiati, in patria e all'estero”.

QUERELLE POLITICA. Il premier Matteo Renzi tiene il punto e dice che “chi ha diritto all'asilo politico deve restare, chi non lo ha deve essere rimandato indietro ma tutti devono essere salvati”, ma le opposizioni lo incalzano, specialmente sull’annunciata intenzione di avviare i rimpatri. Da Forza Italia il senatore Maurizio Gasparri attacca: “L’invasione di clandestini prosegue al di là degli annunci fatti dal presidente del Consiglio e dal ministro dell'Interno, anche recentemente in Parlamento. Dove sono i rimpatri? Nemmeno uno se ne vede. Mentre navi italiane e di tutta Europa continuano a portare in Italia gente che non avrebbe il diritto di toccare il nostro suolo”. 

Per il governatore della Liguria Giovanni Toti “il problema non è che in Italia arrivano più o meno immigrati rispetto all’anno scorso, ma che da due anni ne stanno arrivando troppi, non c’è nessun controllo alle frontiere ed è saltata ogni regola dell’accoglienza, questo stiamo dicendo a Renzi”. 

Il leader della Lega Matteo Salvini twitta così: “Operazione anti-terrorismo islamico: 10 arresti fra Milano, Bergamo, Grosseto e l’Albania. Intanto gli sbarchi continuano…”. 

LuBi

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