Referendum Grecia: ecco come lo vive la stampa ellenica

01 luglio 2015, intelligo
di Anna Paratore

Ekathimerini aggiorna la prima pagina con quella che dovrebbe essere l’ultima offerta fatta dal Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Junker, per scongiurare la definitiva uscita della Grecia dalla moneta comune, e presenta la questione come una sorta di “ultima spiaggia” per il Paese, scenario comprensibile dal punto di vista dell’area conservatrice a cui il quotidiano si rifà.  

Referendum Grecia: ecco come lo vive la stampa ellenica
Si lascia intendere nemmeno troppo velatamente che Tsipras dovrebbe accettare l’offerta e si suggerisce che: “… i ministri delle finanze della zona euro potrebbero adottare una dichiarazione dove pretendere di posticipare le scadenze dei prestiti, una riduzione dei tassi di interesse e un’estensione della moratoria sugli interessi dei prestiti nella zona euro.” Naturalmente, sempre secondo Ekathimerini, tutto è subordinato all’arrivo in tempo utile di una lettera che permetta di organizzare una riunione d’emergenza dell’eurogruppo.

Ancora più schierata a favore del “sì” al referendum, la posizione di To Bhma che non teme di descrivere la situazione come “tragica”, e di dipingere la Grecia “sull’orlo del precipizio”. Eloquenti anche i titoli di alcuni editoriali presenti sulla testata, come “Inimmaginabile la nostra esistenza al di fuori dell’Europa”, o “La speranza della vigilia: la Grecia a un passo dalla distruzione”.  

Su To Bhma c’è anche un fondo interessante di Evangelos Venizelos, socialista del Pasok, vicepremier e ministro degli Esteri greco nel precedente governo, che dice: “C’è un piano d’uscita dalla zona euro tenuto nascosto per dare l’illusione che non ci sia alternativa”  ma poi frena e fa presente che “la vera domanda per il popolo greco non sarà quella che apparirà nella scheda del referendum, ma se si vuole mantenere lo status acquisito e la sicurezza pur a costo di sacrifici e tagli anche tragici e intollerabili, o si vuole andare incontro a un sicuro crollo totale. All’annientamento.  Votare sì”, continua Venizelos, “vuol dire votare sì all'Europa, sì all'euro, sì alla verità, sì al buon senso, sì alla sicurezza” E quindi arriva a definire un ritorno alla dracma “un dramma”. 

Più tranquillizzante la prima pagina di Ta Nea, dove si possono leggere titoli come “La Grecia potrebbe ricorrere alla Corte Europea per bloccare il Grexit”, o ancora “La Grecia potrebbe non essere dichiarata fallita dopo il mancato pagamento”, riferito alla trance di 1,6 miliardi scaduti ieri non restituiti dal governo ellenico. Su Ta Nea c’è anche l’annuncio che le banche greche riaprono oggi gli sportelli per pagare le pensioni. Quelle pensioni che la UE vorrebbe fossero ancora ridotte dopo che hanno già subito ben il 47% di tagli contro il pur pesante 37% applicato agli stipendi.

Referendum Grecia: ecco come lo vive la stampa ellenica
Non mancano nemmeno media che affrontano la questione Grexit da un punto di vista più “leggero”. e-Thessalia  presenta un articolo quasi surreale. Il titolo è “La Gran Bretagna raccoglie fondi per salvare la Grecia”. All’interno si legge di un’operazione di crowdfunding lanciata dal britannico Thom Feeny: a chi parteciperà all’operazione salvataggio con un’offerta in denaro da 3 euro, verranno inviati gadget tipo olio d’oliva o formaggio di produzione greca, o magari una cartolina con il ritratto di Tsipras, quest’ultimo “dono” decisamente il più probabile. Finora sembra che abbiano aderito ben 1.355 persone e che siano stati raccolti 20.000 euro, anche se girano stime che parlano addirittura di oltre 170mila euro già sottoscritti. Non male per un’idea tanto peregrina.  Certo, l’ obiettivo finale è un po’ più ambizioso, visto che servono almeno 1600000000 di euro, ma sperare non costa niente, e comunque il denaro si concretizzerebbe solo ad obiettivo raggiunto. 

Per finire, una piccola nota di colore comparsa in alcuni trafiletti: è stata presentata la scheda per il futuro referendum, e subito tutti hanno notato che nella grafica il no (OXI) è al primo posto. Il sì, subito sotto. Un invito di Tsipras a perseverare da “duri e puri”, o una vera e propria scaramanzia?
autore / intelligo
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