Della Valle molla l'amico Renzi, benedì e scaricò anche Monti

01 luglio 2015, Americo Mascarucci
"Non voglio aprire polemiche, mi dispiace ammetterlo ma credo che questa esperienza governativa è arrivata un po' alla fine". A parlare è l’imprenditore Diego della Valle patron di Tod’s, lo stesso che fino a pochi mesi fa sembrava invece credere fortemente nella capacità del Premier di cambiare l’Italia. 

Pur premettendo di stimare l’ex sindaco di Firenze e di considerarlo un amico, Della Valle ha invitato il presidente
Della Valle molla l'amico Renzi, benedì e scaricò anche Monti
della Repubblica Sergio Mattarella a prendere atto del fatto che l’attuale esecutivo non è il frutto di un’investitura popolare e che è ormai prigioniero dei riti della vecchia politica. 

Quindi meglio farla finita evitando di prolungare l’agonia di un governo che apparirebbe in affanno e dunque incapace di governare. L’imprenditore si spinge oltre arrivando a preconizzare al Premier la stessa fine dei governi precedenti che hanno promesso tanto e concluso poco, anzi nulla. Della Valle dunque scarica Renzi? Il dato appare inequivocabile ma in fondo non c’è da stupirsi più di tanto. 

"Rivediamo i riti della vecchia politica che non ci aspettavamo. Si sono tutti ingabbiati tra loro, vivono con dei sotterfugi e piccoli ricatti - ha spiegato Della Valle - Ahimè avevo detto a Matteo a suo tempo di stare attento perché se non si arriva molto preparati si corre il rischio di finire come tutto quello che abbiamo visto precedentemente". 

Già, precedentemente Della Valle era stato fra quelli che più di tutti si erano battuti per mandare a casa il Governo Berlusconi considerato una “rovina per l’Italia”. 

Poi era arrivato Mario Monti e l’imprenditore aveva salutato con grandissimo favore la scelta del professore da parte del presidente Napolitano e la nascita del governo tecnico. Non solo, dopo l’esperienza di governo, Della Valle è stato fra i più convinti sostenitori dell’esigenza di portare avanti “l’agenda Monti” attraverso la trasformazione dell’esperienza tecnica in un progetto politico. 

Si ritrovò così a sostenere sia elettoralmente che economicamente, pare, la nascita di Scelta Civica, partito da cui poi si è allontanato per avvicinarsi al Pd e guarda caso proprio al suo amico Matteo Renzi

Oggi dunque Della Valle molla il premier come in passato ha preso le distanze da Scelta Civica dichiarando conclusa l’esperienza politica della lista Monti? Verrebbe quasi da dire che chi abbraccia Della Valle muore, in senso politico ovviamente, e sebbene Renzi al momento appaia tutt’altro che moribondo, è indubbio come il Pd stia affrontando una fase discendente dopo l’exploit delle ultime elezioni europee (con il partito al 41%). 

Puntuale come un orologio svizzero è arrivato anche il de profundis del patron di Tod’s che sembrerebbe quasi voler spingere il Premier sull’orlo del precipizio. Il tutto con la prospettiva di costruire un progetto politico alternativo magari andando a rappresentare quell’area di centrodestra orfana del berlusconismo alla ricerca di una collocazione a metà strada fra il Pd e la Lega di Salvini. 

Un progetto che oltre a Della Valle potrebbe tentare il sempre attivo ma non troppo Luca Cordero di Montezemolo, il grande tessitore anti-renziano Corrado Passera e le forze di centro che oggi sostengono il governo (Alfano, Cesa, Casini), che non hanno intenzione di morire renziani ma non vogliono nemmeno tornare in un centrodestra con Berlusconi nelle vesti di padre nobile e Salvini in quelle di azionista di maggioranza. Insomma la presa di distanza da Renzi è forse per Della Valle il preludio di nuovi esperimenti politici in fase di costruzione? 

Dopo Monti e Renzi, a chi toccherà essere benedetto e scaricato?
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