Auto (senza pilota) programmate per ucciderci? È il "codice della morte"

01 luglio 2016 ore 16:46, Adriano Scianca
È un gesto istintivo: un cane, o magari una persona, sbuca all'improvviso in mezzo alla strada e il guidatore che sta per investirlo sterza di botto. In genere muoiono il guidatore e, spesso, anche l'ostacolo stesso. Succede, purtroppo. Ma che fare se, anziché l'istinto, sia un freddo algoritmo a prevedere scientificamente che, tra la vita di un pedone e quella di un viaggiatore in auto, l'incolumità del primo ha la priorità? Succede con gli AVs (veicoli autonomi), le macchine senza pilota che da qui a breve si prevede popoleranno le nostre strade. 

Auto (senza pilota) programmate per ucciderci? È il 'codice della morte'
Ebbene, sembra proprio che nei loro programmi di guida autonoma, queste macchine abbiamo quello che è stato definito enfaticamente “codice della morte”. Si tratta di una questione pratica, ma anche filosofica. Il problema è stato affrontato da un team di ricercatori guidato da Jean-Francois Bonnefon della Toulouse School of Economics. Secondo i ricercatori infatti questo tipo di incidenti in cui l'auto decide a chi salvare la vita e a chi no - saranno inevitabili con l'aumento della diffusione dei veicoli senza pilota. "Si tratta di una sfida formidabile per definire gli algoritmi che guideranno gli AVs (veicoli autonomi) di fronte a questi dilemmi morali", hanno scritto i ricercatori. 

"Noi sosteniamo che per raggiungere questi obiettivi, i produttori e le autorità dovranno fare approfonditi studi psicologici per una soluzione etica in incidenti che coinvolgono Avs". Ovviamente l'idea di scegliere il male minore, uccidendo il minor numero di persone possibili, è razionale. Ma davvero qualcuno comprerebbe un'auto che abbia nel proprio algoritmo l'eventualità di ucciderci?
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