"Via le sanzioni alla Russia": 10mila allevatori in piazza per il Made in Italy

01 luglio 2016 ore 9:16, Adriano Scianca
Il presidente russo Vladimir Putin ha prorogato l'embargo nei confronti dei prodotti alimentari europei e occidentali fino al 2017, imposto in seguito alle sanzioni decise da Usa, Ue e alleati per il ruolo russo nel conflitto ucraino. L'embargo è stato deciso da Mosca ad agosto del 2014 in seguito alle sanzioni decise dai paesi occidentali, che lamentano l'annessione della Crimea e l'aiuto russo ai separatisti filorussi dell'Ucraina orientale. In base al decreto pubblicato oggi, l'embargo sui prodotti alimentari sarà esteso fino al 31 dicembre 2017. La mossa di Putin arriva dopo il rinnovo delle sanzioni sanzioni europee stesse sino a metà gennaio 2017, deciso poco più di una settimana fa dagli ambasciatori rappresentanti permanenti dell’Ue, riuniti a Bruxelles. 

'Via le sanzioni alla Russia': 10mila allevatori in piazza per il Made in Italy
Ma in Italia sono in tanti a protestare contro questa politica nei confronti di Mosca. Quasi 10mila agricoltori e allevatori, con i loro trattori, sono scesi in piazza per protestare contro l’embargo alla Russia. Alla protesta hanno aderito, secondo Coldiretti, tutti i principali operatori economici dell’agroalimentare coinvolti nell’interscambio commerciale con la Russia, e provenienti da varie città d’Italia, tutti insoddisfatti della situazione del settore dopo l’introduzione delle sanzioni contro Mosca. 

Il danno al Made in Italy, infatti, è pesante: l’anno passato le nostre esportazioni verso la Russia sono letteralmente crollate (-34%), passando dai 10,7 miliardi del 2013 ai 7,1 del 2015. Il comparto dei macchinari, che da solo vale il 34% del totale delle nostre esportazioni verso la Russia, nel 2015 ha perso 648 milioni, l’abbigliamento 539 (-31%), gli autoveicoli 399 (-60%), le calzature 369 e i mobili 230. L’agroalimentare, comparto che però pesa appena il 5% del totale, ha perso a sua volta il 34%, 600 milioni di euro in due anni stima Coldiretti. A livello territoriale, secondo la Cgia di Mestre, le più colpite sono state tre regioni del Nord: la Lombardia (-1,18 miliardi), l’Emilia Romagna (-771 milioni) ed il Veneto (-688).  
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