Dalla Russia il terrore: identificati i kamikaze di Istanbul

01 luglio 2016 ore 16:14, Americo Mascarucci
Le autorità turche hanno identificato i tre attentatori suicidi che si sono fatti saltare all'aeroporto Ataturk di Istanbul mentre gli altri membri del commando sparavano indiscriminatamente sulla folla. 
Confermato quanto anticipato dal quotidiano filo-governatico Yeni Safak: una fonte ufficiale ha dichiarato che i tre kamikaze provenivano da Kirghizistan, Uzbekistan e Russia. 
Gli attentatori sarebbero entrati in Turchia circa un mese fa, almeno uno sarebbe arrivato dalla Siria con un passaporto falso. 
Il Corriere della Sera scrive che la loro presenza non sarebbe passata inosservata.
Una donna residente nella stessa palazzina dove i tre avevano istituito il loro covo ha raccontato di aver avvertito nei giorni scorsi un odore strano, simile al gas. 
Forse erano i fumi provocati dalla preparazione degli ordigni. 
Martedì i tre avvrebbero preso un taxi dirigendosi verso l’aeroporto dove sono arrivati senza problemi in quanto il mezzo non è stato fermato dai militari di guardia ad un checkpoint. 
Una volta allo scalo si sono divisi puntando sui loro obiettivi. Gli inquirenti ritengono che fosse loro intenzione prendere degli ostaggi per poi ucciderli attivando le fasce esplosive. 
Le telecamere a circuito chiuso li hanno ripresi insieme, vestiti con abiti fuori stagione facendo insospettire la Polizia; così il piano originale è parzialmente saltato. 

Dalla Russia il terrore: identificati i kamikaze di Istanbul
A 36 ore dall'attentato, la polizia turca ha compiuto diversi blitz in 16 indirizzi di sospetti militanti dell'Isis ad Istanbul, arrestando 13 persone. Tra queste, ha spiegato il ministro dell'Interno, Efkan Ala, ci sono 9 turchi e 4 stranieri. A vario titolo, sarebbero tutti coinvolti nelle attività di preparazione della strage, il cui bilancio di vittime continua a salire. Oggi, dopo la morte di altri 2 feriti, è giunto a 44. Tra queste, 19 sono straniere. Mentre un centinaio sono le persone ancora ricoverate sui 238 feriti accertati. Per la Turchia tutti gli indizi continuano a portare verso la pista dell'Isis. Ma dal Califfato continua a non giungere alcuna rivendicazione.
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