Scudo fiscale, ok dalla Ue per le banche italiane. Vantaggi e garanzie per i risparmiatori

01 luglio 2016 ore 16:04, Luca Lippi
La Commissione Europea già da domenica scorsa ha autorizzato l'Italia a utilizzare garanzie del governo per creare un programma di supporto precauzionale per le banche del Paese.
Senza ufficialità, solo seguendo un ragionamento avevamo ampiamente anticipato che sarebbe accaduto, tuttavia sempre seguendo un semplice ragionamento si dovrebbe trovare una motivazione all’atteggiamento della Merkel (il “nein” alle dichiarazioni di Matteo Renzi) sapendo benissimo che tutto era già stato deciso.
E allora la domanda sorge spontanea: sarà forse che il problema grande non è per le minuscole banche italiane (questa è la proporzione contro i colossi europei ben più importanti per capitalizzazione) ma la banca centrale tedesca? Anche questo sospetto avevamo sollevato solo qualche giorno fa. Comunque la notizia del vituperato sostegno governativo è stata confermata da una portavoce della Commissione, puntualizzando che il piano è stato approvato sotto "le regole straordinarie di crisi per gli aiuti di Stato". Il programma di liquidità include fino a 150 miliardi di garanzie del Governo, ha affermato un funzionario dell'Unione europea. La portavoce non ha specificato l'ammontare delle garanzie, ma ha confermato che il budget richiesto dal governo italiano è stato giudicato proporzionato. Ovviamente si tratta solo di una notizia e quando si conoscerà qualche dettaglio in più, proveremo a formulare una valutazione complessiva e più completa.
Tuttavia è obbligatorio avanzare qualche ipotesi.

Scudo fiscale, ok dalla Ue per le banche italiane. Vantaggi e garanzie per i risparmiatori

La Commissione Europea mette sul piatto 150 miliardi per mettere in protezione le banche italiane ed evitare un ingestibile effetto domino. Tradotto è il concetto del dito puntato verso una parte per distrarre dal focus vero della situazione. Solo un’ipotesi, ma chi si occupa di pane e Borsa da tutta la vita la luna si vede bene anche se provano a mettere il dito. Il vero rischio sistemico è la Deutsche Bank bisogna mettere in sicurezza il settore bancario europeo in tempi rapidi, fiaccato non tanto dall’incapacità degli amministratori quanto dalla speculazione sostenuta dalle varie crisi una fra tutte la Brexit, ma è solo un singolo episodio che conferma un trend. Non stiamo per dire che per le banche italiane è tutto a posto, sarebbe una follia, ma è bene far sapere con chiarezza che se le banche italiane fanno acqua da tutte le parti (è un dato di fatto), non significa che gli altri stanno meglio di noi. Il problema che tentano di nascondere col dito (quindi la luna) è in Germania! Si chiama Deutsche Bank, una banca che rappresenta non un rischio sistemico ma “IL” rischio sistemico.
Gli stress test del Fmi dicono: “Per il secondo anno di fila la controllata americana Deutsche Bank Trust Corporation non ha superato gli stress test. Inoltre, l’istituto guidato da Christine Lagarde ha definito il gruppo come una delle banche importanti a livello sistemico globale che piu’ di tutti contribuisce ai rischi sistemici, seguita da Hsbc e Credit Suisse”. Evitiamo classifiche, tuttavia al primo posto globalmente troviamo Deutsche Bank ovunque, il problema insomma. Le nostre banche (non paragonabili per dimensione) possono essere salvate con un po’ di buona volontà, ma Deutsche Bank chi la può salvare? Tuttavia è corretto far notare che le banche nonostante la situazione continuano a pagare sontuosi dividendi, un controsenso che ha tutta l’aria di una “spavalderia”, la tensione è alle stelle, il Brexit ha indebolito ulteriormente il sistema, e allora non ci resta che cercare di individuare le reali condizioni della Deutsche Bank, talmente grande che nel caso specifico il rischio contagio non è più europeo perché Deutsche Bank è “il” rischio europeo, e il contagio dunque è sulle altre banche centrali. Ecco dov’è il focus della situazione!
E allora va benissimo lo “stato di necessità”, che costringe l’UE ad intervenire, e senza neanche passare per i calci di rigore, un golden goal in piena regola col benestare del Fmi.
Dal Corsera leggiamo: “La Commissione europea ha autorizzato sulla base delle regole Ue sugli aiuti di Stato l’introduzione per l’Italia di uno schema di garanzia per le banche fino al 31 dicembre 2016. Si tratta di una misura precauzionale. Secondo la commissione, questo “schema” è in linea con le linee guida del 2013 e schemi simili sono già operativi in diversi paesi Ue. L’Italia ha chiesto di autorizzare la fornitura di liquidità che può avvenire a sostegno di banche solventi in caso di bisogno. Il “plafond” della garanzia pubblica per il supporto precauzionale alla liquidità delle banche solvibili, su cui la Commissione europea ha dato il via libera all’Italia, potrebbe estendersi fino a un valore di 150 miliardi di euro”. Tradotto: bisogna tranquillizzare i mercati e fermare la speculazione sulle banche, però nessuno vuole dirci qual è il reale stato di salute di Deutsche Bank, vista la sua esposizione sui derivati ed il loro utilizzo della leva finanziaria.
Solo Soros ci ha dato una indicazione importante, tutti gli altri continuano a mettere dita ovunque pur di nascondere la luna, il magnate ungherese con il suo fondo di investimento si posiziona short con 7 milioni di azioni Deutsche Bank. Significa che sta disfacendosi completamente di Deutsche Bank e tutto quello che la riguarda, in sostanza abbandona la nave. La banca tedesca è una delle colonne finanziarie portanti dell’Unione Europea, motivo per il quale sembra scricchiolare come e più delle altre. 
E allora aspettiamo qualche tempo, per il momento si parlerà di successo politico del governo italiano, e tutto quello che serve per scongiurare un indebolimento della situazione nel nostro Paese, la Merkel recita la sua parte pur di raccogliere attenzione e privilegio sulla sua banca centrale e Mario Draghi continua a fare il funambolo. Noi invitiamo a tenere in vista questa riflessione, perché arrivare prima sulle questioni è una capacità, tenere a mente le affermazioni di chi anticipa gli eventi è un privilegio.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]