Ronde razziste cinesi con mazze e bastoni contro i magrebini

01 luglio 2016 ore 12:47, Luca Lippi
La silente operosa comunità cinese, quella riservata e scostante, operosa e a basso costo, salvatori di botteghe artigiane di casa nostra (dismesse causa crisi) trasformate in bazar opachi e poco illuminati, sempre sospettati di alimentare un sommerso dannoso per le casse dello stato, ma poco perseguitabili, sono stati stanati con un “pezzetto di formaggio”.
Ora si cerca un gruppo criminale, ovviamente sommerso anche quello, e sempre lo stesso sostituitosi alla decadente e artigianale rete criminale italica. In sostanza gli inquirenti dopo anni di invasione silenziosa e pacifica si sono resi conto che non può esistere una comunità senza un “governo”, e giacché il governo non è quello di casa nostra, allora doveva per forza essere altrove, e sicuramente fuori legge.
L’indagine della Procura non sarebbe collegata a quanto successo negli ultimi due giorni a Sesto Fiorentino, al confine tra Prato e Firenze, dove c’è stata la rivolta di circa 500 cinesi scattata in seguito a una serie di controlli disposti dalla Asl in un capannone “alveare”. Una ingente operazione delle forze dell’ordine, questa di Prato, all’interno della quale la polizia della città, a caccia di un vero e proprio gruppo criminale, sta eseguendo 9 decreti di perquisizione nei confronti di altrettante persone indagate, in stato di libertà, per i reati di associazione per delinquere e atti violenti per motivi razziali.

Ronde razziste cinesi con mazze e bastoni contro i magrebini

Esponenti dell’associazione culturale “La Città del Cervo Bianco”, avrebbero commesso diverse aggressioni contro cittadini extracomunitari, prevalentemente di origine magrebina, ritenuti responsabili di reati predatori avvenuti contro cittadini cinesi. Perché i razzisti sono gli europei, non dimentichiamocelo!
In sostanza una vera e propria conquista del territorio solo in apparenza pacifica, e poi guai a chi li tocca, questi non chiamano le forze dell’ordine italiane, questi hanno banche, money transfert, polizia … (anche etnica pare, questione di cultura di popoli tradizionalmente “avanti” rispetto ai barbari europei).
Secondo quanto riferito dalla polizia di Prato in una nota sulle indagini in corso in città per aggressioni a cittadini extracomunitari, il responsabile dell’associazione "La Città del Cervo Bianco" di Prato avrebbe attuato “indebite attività di vigilanza” (leggi ronde) in favore di connazionali, presidiando il territorio e “organizzando ronde o spedizioni nei confronti di cittadini nordafricani, anche estranei a fatti delittuosi”.
Mazze da baseball e bastoni di ferro realizzati con tondini da edilizia rivestiti di nastro isolante sono stati sequestrati dagli uomini della polizia nel corso delle nove perquisizioni. 
Sette, invece, le perquisizioni effettuate contro altrettante persone che, secondo quanto si apprende, erano al vertice dell’associazione che avrebbe organizzato veri e propri raid contro cittadini magrebini e rom accusati dai cinesi di compiere rapine nei confronti della comunità. 
Poi emerge che dei sette indagati fra loro avrebbero “coordinato” anche la rivolta nei pressi di un capannone all’Osmannoro, nel Comune di Sesto Fiorentino (Firenze), che portò a scontri tra i manifestanti cinesi e le forze dell’ordine. 
In conclusione, noi siamo i razzisti, e mentre ne discutiamo loro si scannano sul territorio ospitante (nell’accezione ordinaria perché loro sono convinti di essere “a casa”). E guai a intervenire, perché a “casa loro” si risolvono i problemi come è usanza “locale”. Questione di progresso culturale assai più sviluppato del nostro, non sia mai si dica il contrario del futuro del “nostro” Paese. 

autore / Luca Lippi
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