Spazio al burro: meno danni al cuore e più anti-diabete

01 luglio 2016 ore 23:59, Lucia Bigozzi
Per lungo tempo la narrazione corrente descriveva il burro non certo come l’elemento fondamentale per una sana e corretta alimentazione. Ora non è più così e il burro vive il suo momento di riscatto. Lo dice uno studio americano della Friedman School of Nutrition Science and Policy della Tufts University, pubblicata su Plos One. 

Secondo i ricercatori il consumo è infatti solo minimamente ipotizzato in correlazione alla mortalità, mentre non esiste alcun nesso con le malattie cardiovascolari. Di più: è stato rilevato perfino un lieve effetto protettivo per chi soffre di diabete. Durante la sperimentazione, i ricercatori hanno “testato” 636.151 persone sottoposte al consumo giornaliero di un cucchiaio di burro, circa 14 grammi. Nel corso del periodo di sperimentazione si sono verificati 28.271 decessi, 9.783 casi di malattie cardiovascolari e 23.954 casi di insorgenza di diabete. La ricerca, tuttavia, ha rilevato “piccole o insignificanti” legami tra il consumo di burro, le malattie e la mortalità totale. L’elemento protettivo nei confronti dei malati di diabete, secondo gli studiosi, potrebbe essere legato alla presenza di grassi del latte ma questo aspetto è vincolato ad un ulteriore approfondimento. L’autrice della ricerca, Laura Pimpin, spiega che “sebbene chi mangia burro abbia uno stile di vita e un’alimentazione peggiore, questo alimento sembra essere complessivamente neutrale. Ciò suggerisce che può essere una 'via di mezzo' tra scelte più salutari come l'olio extravergine di oliva e peggiori come ad esempio lo zucchero e l'amido, contenuti nel pane bianco e nelle patate”. Insomma: sembra vacillare un altro tabù. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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