Strasburgo “interferisce”, ricongiungimento a coppia gay e l’Italia paga risarcimento

01 luglio 2016 ore 15:31, intelligo
Strasburgo, la Corte Europea dei diritti dell’uomo interviene ancora portandosi con sé l’usuale filone di polemiche, come ormai sempre accade, quando emette i suoi verdetti. La coppia al centro del caso di 51 e 58 anni, vive ad Amsterdam ed ha fatto ricorso ritenendo di essere discriminata per il l’orientamento sessuale. Il casus belli risale al 2004 quando un neozelandese, dopo un periodo di studio in Italia, chiede alla questura di Firenze un nuovo permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare. Il richiedente non è sposato, a sostegno dell’istanza rappresenta il desiderio di proseguire la convivenza con il compagno. Ne scaturisce una controversia giudiziaria. La Corte di Cassazione nel marzo 2009 si esprime contrariamente alla richiesta. Chiara la motivazione: la legge sul ricongiungimento familiare non prevede benefici per partner convivente (omo od etero che sia), ma solo per quello sposato. Esaurita così la giurisdizione
Strasburgo “interferisce”, ricongiungimento a coppia gay e l’Italia paga risarcimento
interna, i due impugnano il provvedimento davanti alla Corte CEDU affermando la violazione degli articoli 8 (rispetto della vita familiare) e 14 (diritto al matrimonio) della Carta Europea per i diritti dell’uomo.
Il tribunale 6 voti contro 1, condanna dell’Italia al pagamento di 20mila per danni morali e 19mila per spese connesse al giudizio.
Queste le motivazioni: "L'interpretazione restrittiva della nozione di famiglia costituisce, per le coppie omosessuali, un ostacolo insuperabile per l'ottenimento del permesso di soggiorno per motivi familiari", non tenendo conto "della situazione specifica dei richiedenti e in particolare della loro impossibilità di ottenere una forma legale di riconoscimento della loro relazione in Italia". 
Corte costituzionale, e Corte CEDU, hanno più volte sottolineato che l’unico obbligo in materia è quello di una legge che tuteli le convivenze omosessuali. Quindi il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare doveva essere concesso ancor prima della legge sulle unioni civili.

autore / intelligo
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