Nuove elezioni in Austria, Pivetti (LN): “Fa onore al popolo austriaco. Vuol dire che la democrazia ha un senso"

01 luglio 2016 ore 15:31, Lucia Bigozzi
“Bene, vuol dire che la democrazia ha un senso”. “Esito sospetto nel primo voto: fino alla sera prima tutti i voti erano a favore di un certo tipo di risultato, poi arrivano le schede dall’esterno e di colpo lo ribaltano…”. Due concetti che Irene Pivetti (Lega) argomenta nel ragionamento sul ballottaggio da rifare per le presidenziali in Austria. Nella conversazione con Intelligonews offre una chiave di lettura: “Se la destra avesse vinto quando l’Austria ha votato, probabilmente la Brexit non sarebbe passata”.

Come valuta il "si rivoti" dell’Austria per irregolarità nelle operazioni di scrutinio? C’è lo zampino di qualcuno?

"Beh, così la prossima volta imparano a fare bene i conti perché mi pare che sia risultato irregolare il precedente calcolo in fase di scrutinio. Mi fa molto piacere, perché vuol dire che la democrazia ha un senso se si ha stima della popolazione che si deve esprimere al voto".

Nuove elezioni in Austria, Pivetti (LN): “Fa onore al popolo austriaco. Vuol dire che la democrazia ha un senso'
A questo punto c’è il rischio di un avanzamento della destra, a lungo evocato dal fronte avversario? 

"Ma quale rischio… se la gente vota, quel voto non può valere solo quando voti in una direzione e non vale quando voti nell’altra direzione. Se poi si trattasse di un avanzamento, in realtà vuol dire che l’avanzamento c’era già stato e non era stato conteggiato per qualche motivo".

L’esito di questo voto era stato molto contestato anche da esponenti della Lega, cito Salvini che aveva parlato di “voto sospetto”.

"Assolutamente sì, perché fino alla sera prima tutti i voti erano a favore di un certo tipo di risultato, poi arrivano le schede dall’esterno e di colpo ribaltano il risultato: come minimo, una cosa di questo genere è sospetta. Devo dire fa onore al popolo austriaco essere nelle condizioni di ripetere il voto perché il voto è importante, ci sono dei casi in cui deve essere ripetuto se non risulta chiaro, corretto".

Un’eventuale vittoria della destra che scenario può aprire in Europa, in particolare dopo Brexit?

"Se la destra avesse vinto quando l’Austria ha votato, probabilmente la Brexit non sarebbe passata, perché ci sarebbe stata una reazione che induriva il fronte europeista e quindi l’Inghilterra sarebbe ancora dentro l’Ue. Viceversa questo voto, a valle di Brexit, significa che l’Europa va a pezzi, che potrebbero staccarsi un pezzo alla volta. L’Austria in questo momento non vuole staccarsi formalmente, ma certamente è uno Stato che pur non facendo parte dell’Europa, concorre a mettere in discussione questo assetto Europeo. Bene". 

Sta dicendo che la Brexit ha inciso sul primo ballottaggio? E sul bis?

"No, non voglio dire questo. Dico che questo ballottaggio se fosse stato fatto in modo corretto avrebbe inciso su Brexit probabilmente, portando la vittoria della posizione inglese pro-Europa. Andandosene la Gran Bretagna, è meno autorevole l’Europa per alzare il sopracciglio e criticare delle scelte di resistenza all’Europa che questa nuova Austria sicuramente metterà in campo". 

Qual è il rischio maggiore per l’Europa?

"L’Europa corre il gravissimo rischio di una profondissima crisi perché si ostina a non affrontare il problema che è politico. Un’Europa tecnocratica, finanziaria e nord-europea, con figli e figliastri, è un’Europa destinata al fallimento. Se, invece, si mettesse in discussione, mettesse al primo posto la politica, le identità presenti in Europa, la società e quindi l’economia reale anziché quella finanziaria, potrebbe avere un senso". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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