Scudo banche, Barnard: "Ma quale vittoria! Fatto per evitare corsa italiani agli sportelli"

01 luglio 2016 ore 16:52, Andrea De Angelis
Ieri è arrivata per Matteo Renzi e per l'Italia la "vittoria" sulle banche. La commissione europea ha annunciato di aver concesso all'Italia la possibilità di attivare una garanzia pubblica sui debiti delle banche per sostenerle, qualora ce ne fosse la necessità. Un super scudo che potrà arrivare fino a 150 miliardi di euro, da attivare all'evenienza. Ma qualcuno la definisce una vittoria agrodolce, con possibili ripercussioni anche negative nel lungo periodo. IntelligoNews ne ha parlato con Paolo Barnard...

La notizia è positiva o negativa per l'Italia? I pareri sono contrastanti...
"La notizia è assolutamente negativa. Il terrore che si nasconde dietro a questo provvedimento che ha scavalcato la Merkel è che in Italia ci sia il cosiddetto bank run, ovvero la corsa agli sportelli. Nelle stanze che contano si sa che abbiamo 360 miliardi di buchi bancari, con un calcolo semplice si capisce che le banche italiane sono fallite. Non stanno fallendo, ma sono già fallite. Ciò che non viene detto sui giornali è che in Europa si considera anche la posizione delle piccole banche italiane. La ridicolaggine di questo provvedimento per me è il suo essere teorico per 150 miliardi, quando siamo esposti a buchi per 360. E che oltretutto si applica alle cosiddette banche solventi, quelle considerate in buone condizioni. Si vuole evitare il panico del pubblico, non quello degli investitori". 

Cosa dicono gli investitori?
"Il panico degli investitori già c'è stato. In un anno le banche italiane hanno perso più del 50% della loro capitalizzazione, mentre le altre banche messe male in Europa ne hanno perso meno di un terzo. Vuol dire che gli investitori avevano già capito la situazione".

Scudo banche, Barnard: 'Ma quale vittoria! Fatto per evitare corsa italiani agli sportelli'
Quali sono le sue fonti?
"Le fonti sono la Bce, il Financial Times. Sono dati che non vengono divulgati al pubblico. Lo dico con certezza, questi dati li ho portati da Paragone da mesi, a Rete 4 venerdì scorso. Noi abbiamo buchi per 360 miliardi di euro". 

Il singolo risparmiatore deve preoccuparsi, oppure con un simile provvedimento può tirare un sospiro di sollievo?
"Questa cosa è per evitare il panico del pubblico. Un provvedimento teorico con un ammontare che è meno della metà del reale buco italiano, che si applica solo su banche solventi e sui creditori senior. Ma i creditori junior chi li garantisce? Nessuno".

C'è un legame tra questo e la Brexit?
"Il legame con Brexit è di, diciamo così, urgenza precipitata mentre precipitava. C'è un'urgenza che stava precipitando, da oltre un anno gli investitori stanno scappando dalle banche italiane. Brexit ha precipitato cose che stavano già precipitando. I buchi bancari italiani sono iniziati storicamente quando Draghi era alla Banca d'Italia, non diamo la colpa a Brexit". 

Quali mosse si aspetta da domani?
"Non esiste in Europa un asset, cioè un qualsiasi bene finanziario che stia in piedi da solo se la Bce di Mario Draghi non garantisce di poterlo comprare. Vi rendete conto cosa significa? In un'economia sana, poniamo vent'anni fa gli Stati Uniti o il Giappone, gli asset si sostenevano sulle leggi di mercato. Li compravano, li vendevano. Ora l'Europa è in condizioni tali che se non ci fosse Draghi a dire che compra i vari asset assicurando i mercati, cosa totalmente innaturale in un'economia di mercato, l'Europa sarebbe già fallita. Sarebbe considerata l'Africa. Allora cosa si deve aspettare l'Italia in un'Europa del genere? Solo di andare peggio. Per questo io personalmente dico di andarcene da questa Europa. Siamo attaccati alla caviglia a una tonnellata di cemento che precipita nell'oceano". 
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