Raggi-Bergoglio e i conti Imu-Tasi. Il patto tra Campidoglio e Vaticano

01 luglio 2016 ore 16:37, Luca Lippi
Il nuovo sindaco di Roma Virginia Raggi, ha fatto visita oggi al Santo Padre, portando con se una serie di videomessaggi raccolti nel suo tour preelettorale, durante il quale ha raccolto diverse testimonianze. Selezionando quelle di maggiore interesse per l’incontro in Vaticano, la Raggi le ha mostrate a Papa Francesco, e fra queste, anche quella di un giovane 30enne che a Papa Bergoglio ha chiesto di “concretizzare gli auspici espressi circa il pagamento dell’Imu per gli esercizi della Chiesa che svolgono attività commerciale”. 
Il Sindaco, hanno spiegato ancora dal suo entourage, “in sintonia con le parole e il lavoro portato avanti dal Pontefice in questi anni, ha voluto rendergli in dono la voce degli ultimi, di coloro che per tanto, troppo tempo, sono stati dimenticati dalle istituzioni politiche”. 
Poi la Raggi ai microfoni di Radio Vaticana ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La Chiesa ha sicuramente un ruolo importantissimo in tutta Italia, ma a Roma in particolare, anche perché è di casa”.
In sintesi, la Raggi ha detto che il Vaticano è di casa, mostra messaggi con la preghiera rivolta a Papa Bergoglio di pagare l’Imu…forse un metamessaggio?

Raggi-Bergoglio e i conti Imu-Tasi. Il patto tra Campidoglio e Vaticano

Le promesse del neo sindaco: “Noi siamo stati i primi a denunciare il fatto che gli immobili religiosi utilizzati a fini commerciali non versano Imu e Ici. Certo che chiederemo loro di pagare le tasse, anche papa Francesco lo ha definito etico”
Dalla Diocesi romana alcune indiscrezioni avevano già fatto presente la volontà della Chiesa di “dialogare con la Raggi” per trovare il giusto compromesso. “Dialogo” e “compromesso” sono due parole che non suonano molto bene alle orecchie dei “grillini”, soprattutto la seconda.
A questo punto, possibile che Papa Bergoglio abbia voluto l’incontro “per mediare”, o che il neo sindaco stia cercando qualcosa di veloce da dare in pasto ai “video messaggiatori” romani giacché per tutto il resto “non basta la carta di credito”? 
Secondo le ultime stime un quinto del patrimonio immobiliare di Roma appartiene al Vaticano: vi rientrano stabili dediti, anche solo parzialmente, ad attività commerciali ma anche strutture esclusivamente religiose o caritative.
Per effetto dei Patti Lateranensi lo Stato della Città del Vaticano non paga i costi per gli scarichi fognari, circa 20 milioni all’anno.
Quindi la realtà è che il Vaticano, o meglio, la Diocesi paga regolarmente Imu e Tasi, le cifre sparate dalla propaganda e anche dalla Raggi (400milioni di euro) sono cifre del tutto fuori da ogni cognizione. La politica dovrebbe essere qualcosa di più serio delle frasi postate sui social, chi non paga Imu e Tasi, in alcuni casi, sono le Congregazioni (circa 320milioni di euro complessivi) e le Congregazioni non hanno nulla a che fare col Vaticano. Ma allora, che ci è andata a fare la Raggi in Vaticano? Le questioni originate dai Patti Lateranensi non sono cose che la riguardano, dovrebbe saperlo!
E allora è quello che si vede, solamente una visita di cortesia fra “coinquilini” di Roma.
Il neo sindaco di Roma ora vada a spiegarlo ai cittadini delle periferie romane.

autore / Luca Lippi
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