Il filosofo Fusaro: "1 maggio in Italia? Un'altra festa che non esiste"

01 maggio 2015, Andrea De Angelis
"Sono feste che segnalano un'assenza". Così Diego Fusaro parla del primo maggio (ma anche del 25 aprile) nell'intervista a IntelligoNews...

Il filosofo Fusaro: '1 maggio in Italia? Un'altra festa che non esiste'
L'Istat ha comunicato ieri che la disoccupazione è tornata a crescere, toccando quota 13 punti percentuali. Della serie "buon primo maggio"?

"Esatto (ride, ndr). In Italia è un po' curiosa la situazione che ci vede festeggiare il primo maggio, la festa del lavoro quando al posto di questo c'è la disoccupazione. Si festeggia il 25 aprile la liberazione e abbiamo 115 basi militari che per me impediscono la sovranità e la democrazia. Tutte feste che dovrebbero risvegliare un senso di resistenza e di opposizione, ma che invece servono a celebrare cose che non ci sono". 

In passato il primo maggio era festeggiato diversamente?

"Non saprei se ci sono delle differenze, sicuramente risulta sempre più stridente il disaccordo che c'è tra queste feste che dovrebbero ricordare qualcosa di positivo, vedi diritto al lavoro e, riferendomi al 25 aprile, la liberazione da ogni forma di coercizione, ma invece sembrano feste in memoria di qualcosa che non c'è più. Sono feste che segnalano una assenza, oggi non sembriamo né liberati, né lavoratori". 

Tra le assenze si registra anche la mancanza di idee? Restano soprattutto i prodotti?

"Oggi restano soprattutto le merci con i consumatori che prevalgono sui lavoratori. Occorre combattere ogni forma di alienazione del lavoro, sia essa la precarietà o il fordismo. La festa del lavoro dovrebbe essere l'occasione per riflettere sui mutamenti che esso sta subendo e soprattutto sul contesto in cui il lavoro non c'è..."

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