La Quaresima di Silvio: ecco la croce delle larghe intese

01 marzo 2013 ore 12:32, Marta Moriconi
La Quaresima di Silvio: ecco la croce delle larghe intese
Stazione 1: il caso De Gregorio. “Un cancro, una patologia del nostro sistema'' è la magistratura per Silvio Berlusconi che oggi scende nell’arena mediatica con il coltello tra i denti per non essere escluso dalle larghe intese.  Se i tempi verranno rispettati  a  marzo lo affliggeranno tre sentenze. E ha scelto, come al solito, di attaccare a testa bassa. La Procura di Milano è il nemico numero uno. Perché Berlusconi non crede di meritarsi il processo  d'appello sui diritti tv, nel processo di Bnl-Unipol, né il caso Ruby. Ci mancava il fascicolo De Gregorio ("di provenienza napoletana") per ritrovare il vecchio cavaliere, provato dalle fatiche della campagna elettorale, abbastanza defilato nei giorni post-elettorali in cui si sarebbe potuto godere diversamente la sua rivincita, seppur non paragonabile ai successi del 2008. PRIMO TEMPO. Berlusconi si è, però, improvvisamente riacceso sul tema della giustizia. De Gregorio è stato costretto a mentire dai pm che gli avrebbero detto: 'O ci dici qualcosa su Berlusconi, o ti mettiamo in galera". Tutto chiaro per lui. Ma secondo i giudici di Napoli il Cavaliere avrebbe comprato il passaggio di Sergio De Gregorio dall'Idv all'allora Forza Italia. L'ex premier ribalta la frittata e accusa oggi con durezza i magistrati: loro dovrebbero essere indagati perché hanno barattato la libertà personale del senatore con dichiarazioni che contravvengono a quanto dichiarato diverse volte in Parlamento dallo stesso De Gregorio. Una trama avvincente se non fosse che non stiamo parlando di un film e che il Paese è attanagliato ma ben altri problemi che lo inchiodano nel caos. Ma non finisce qui. SECONDO TEMPO. "Con il signor De Gregorio, Forza Italia aveva stipulato un accordo – si è difeso con forza Berlusconi - versando in maniera chiara e solare un milione al suo partito, Italiani nel mondo, perché  il partito stesso curasse le politiche del centrodestra nelle sedi degli Stati stranieri, portando avanti attività di rappresentanza e di promozione che Forza Italia non era mai stata in grado di fare". Il regolare contratto, insomma, sarebbe stato addirittura depositato alla Camera e al Senato. “Se si fosse trovato un accordo per il sostegno di questa attività di propaganda con una spesa di 3 milioni di euro, 2 milioni in più quindi -ha osservato l'ex premier- non si vede quale possa essere la ragione per cui non si potesse aggiungere in chiaro, senza commettere nessun reato, 2 milioni di euro nella stessa forma chiara e solare''. IL FINALE. Trattasi dunque di una barbarie a mezzo indagini con De Gregorio vittima dei magistrati. Dimenticandosi, Berlusconi, che anche sulla signorina Ruby c’era stato un fraintendimento. Se dunque è il gioco sul fil di lana tra regole e illegalità di Berlusconi che crea problemi, non sarebbe il caso di abbandonare questa strategia di vita e di mettersi chiaramente dalla parte delle norme e così anche dell’Italia, che ogni volta si deve spendere in piazza a sua difesa o contro di lui? Sa tanto di passato con i grillini che incombono e con la serietà che richiedono le larghe intese…
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