Dario Fo: «Niente inciuci. D’Alema ipocrita, occhio ai volti nuovi oltre Bersani»

01 marzo 2013 ore 15:31, Alessandra Mori
Dario Fo: «Niente inciuci. D’Alema ipocrita, occhio ai volti nuovi oltre Bersani»
È il pontiere illustre, il grande tessitore nel momento cruciale del dopo voto. È Dario Fo, il Nobel per la letteratura. Sprona il suo Beppe ad insistere, a parlare con Bersani. Perché si può fare, se non Bersani, con un volto nuovo che c’è. Chi? «Gente vicina al Pd che si è spostata e che ora potrebbe rientrare». Ma subito avverte: «Beppe pensaci, questi ti fregano, è un momento delicato, occorre andarci con le scarpe di piombo». 

Polemiche e insulti a parte, c’è ancora uno spazio tra Pd e Grillo? 

  «Grillo vuole andare con i piedi ben piantati, vuol ragionare bene, trovare un equilibrio stabile, perché questi politici sono famosi per l’agilità nel truccare le carte, dilungare, basta vedere cosa è successo con il voto. Invece di usar un metodo lineare, hanno tirato fuori un vero papocchio. Tendono a imbrogliare, ma questo è un fatto viscerale, uno degli elementi fondamentali del loro linguaggio e della loro cultura». 

  Lei ha sentito Grillo in questi giorni? 
  «Sì, l’ho sentito qualche giorno fa e ho parlato anche con Casaleggio. So di più di quel che pensa Casaleggio di Grillo, Grillo lo sento di conseguenza a Casaleggio». 

 Posso chiederle cosa vi siete detti e di raccontarci il Casaleggio pensiero, poiché lui con i giornalisti non parla… «Che bisogna andar piano, per tentativi. Il loro gioco è palese ed è questo: cerchiamo di condurre Grillo nella nostra macchina, nei nostri rinvii furbeschi e via così. Pensano: lo mettiamo nella impossibilità di sciogliere il problema di un governo, nella condizione di rifiutare il dialogo, per poi indicarlo alla pubblica opinione come colui che non vuol fare. Lo sputtaniamo per additarlo come responsabile. Così loro passano da vittime cavalcando il gran rifiuto grillino». 

Ad ora l’unica strada percorribile però rimane la Bersani- Grillo e il segretario sta cercando di aprire. «Ma Grillo e Casaleggio non accetteranno di avere come appoggio Bersani». 

 Allora si paventano le urne? 
 «No, ci son tanti personaggi nel Pd». 

 Renzi? 
 «Non entro in questo. Non lo conosco abbastanza, so che è in conflitto con Bersani e si vede. In ogni caso il tempo va a vantaggio di Grillo». 

Ma i volti nuovi non sono molti nel Pd. «Ci sono, ci sono, gente vicino al Pd, che si è spostata, ma che in un’occasione come questa potrebbe rientrare». 

Ma questa strana unione Pd-Grillo può giovare al Paese in un momento così disastrato? 
 «Bisogna cominciare con uno che ha le mani libere. Dentro il Pd c’è una lotta terribile». 

D’Alema ha lanciato la proposta dell’impegno con 5 Stelle e Pdl. 
«Ecco, è un esempio classico di ipocrisia, nel senso di colui che finge per produrre un effetto di vantaggio». 

La scelta del Papa. Un suo pensiero. 
«Anche il Papa. È stato cacciato. Non aveva altra via che andarsene: il peggio che poteva incontrare lo ha incontrato». 

Non le ha fatto un po’ tenerezza ieri mentre andava via?
«Non l’ho guardato, sennò mi mettevo a piangere».
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