Monti: dalla vacatio alla prorogatio

01 marzo 2013 ore 16:43, intelligo
Monti: dalla vacatio alla prorogatio
Per primo l’ha proposto Polillo, sottosegretario all’economia: un prolungamento dell’esperienza Monti, con l’accordo delle parti, a cominciare da Napolitano. Poi si è accodato Ichino, anche lui d’accordo con Polillo. Un “gentleman agreement” operativo e costruttivo tra Pdl, Pd e Scelta Civica (altrimenti per un “mandato ridotto”, bisognerebbe cambiare la Costituzione), senza il no pregiudiziale del Movimento 5 Stelle, dando per scontato il fallimento dei due tentativi in atto: le Piccole Intese (Grillo-Bersani), e le Larghe Intese, un esecutivo giudicato troppo imbarazzante, dopo una campagna elettorale all’insegna della contrapposizione. Un’ipotesi belga (il paese è riuscito a stare due anni senza esecutivo, grazie al ruolo della monarchia e all’autogoverno economico), con un preciso compito: la rinegoziazione dei tempi del pareggio del bilancio, la riforma del sistema elettorale e i provvedimenti economici più importanti. Una prorogatio montiana, come detto, non osteggiata nemmeno dal Movimento 5 Stelle, che avrebbe tutto il tempo di consolidarsi, dire la sua sulle cose che condivide, senza essere svuotato dall’inciucio Pd-Pdl (si pensi alle dichiarazioni di oggi di Grillo e Casaleggio). In tempi di vacatio a 360 gradi (manca il governo, manca il Papa, e tra poco mancherà pure il capo dello Stato), una prorogatio corre il rischio di risultare il male minore. 
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