Sanità, l’assessore Saitta tranquillizza i piemontesi: “Conti ok, no a nuove tasse”

01 marzo 2016 ore 7:52, Andrea Barcariol

Nessuna nuova tassa a carico dei cittadini piemontesi. La rassicurazione è arrivata dall’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta durante la riunione della Giunta regionale. «L’eventuale disavanzo a livello aziendale della sanità piemontese, in particolare quello dell’azienda ospedaliera-universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, non determina un fabbisogno finanziario nel bilancio della Regione in quanto è coperto, con le risorse sanitarie disponibili che sono state assegnate agli enti del servizio sanitario regionale pertanto, non sono previste nuove tasse a carico dei cittadini», ha spiegato l’assessore. Una sottolineatura importante visto il deficit maturato negli anni dall’azienda e la necessità di un piano di rientro per ottemperare a quanto previsto dall’ultima legge di stabilità: pareggio dei conti o abbattimento di una parte significativa del disavanzo entro tre anni, pena l’affiancamento di un «tutor» scelto dal Ministero.

Sanità, l’assessore Saitta tranquillizza i piemontesi: “Conti ok, no a nuove tasse”
“È tempo di passare agli investimenti sanitari di rilevanza regionale, tra cui il progetto edilizio del Parco della Salute, della Scienza e dell’Innovazione di Torino, al fine di agire sull’efficienza gestionale del servizio sanitario regionale, e dare piena attuazione al disegno regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale finalizzato ad erogare più servizi appropriati ai cittadini a parità di risorse finanziarie – ha spiegato Saitta - ma per fare questo è fondamentale un grande patto con gli operatori sanitari, a partire dai medici di famiglia, per raggiungere il grande obiettivo dell’appropriatezza, farmaceutica e diagnostica, con contratti e convenzioni che potrebbero diventare il treno per facilitarne l’arrivo. Senza la spada di Damocle del sistema sanzionatorio che da solo non è la strada per raggiungere gli scopi prefissati ed evitando di generare immotivati allarmismi tra i cittadini”. Prioritario l’obiettivo di un’intesa tra le Regioni e il Governo  per risolvere le divergenze che "hanno portato medici e dirigenti sanitari a proclamare a livello nazionale due giorni di sciopero a marzo”.

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