Verdini gioca "libero", con Renzi è questione di fiducia e fa coppia "alla Monicelli"

01 marzo 2016 ore 11:29, Americo Mascarucci
"Io e Renzi siamo legati dalla fiorentinità. Siamo franchi, diretti, siamo un po' alla Monicelli".
 Ospite di Porta a Porta Denis Verdini, spiega perché ha scelto di sostenere il Governo Renzi votando la fiducia all’Esecutivo sul maxi emendamento sulle unioni civili.
Il riferimento a Monicelli è senza dubbio collegabile allo storico film "Amici Miei" le cui prime due serie furono proprio dirette dal regista (il terzo invece portava la firma di Nanni Loy). Qualcuno ha subito ironizzato su una certa somiglianza fra Verdini e Adolfo Celi che nel film di Monicelli interpretava il celebre chirurgo Sassaroli. 
Ma a questo punto che ruolo spetterebbe a Renzi? Quello del conte Mascetti, l’inventore della supercapsula interpretato da Ugo Tognazzi? Quello dell’architetto Melandri implacabile donnaiolo interpretato da Gastone Moschin? O piuttosto quello dell’oste Necchi impersonificato da Duilio del Prete prima e da Renzo Montagnani poi? Non osiamo pensare a paragoni con il Perotti, il giornalista interpretato da Philippe Noiret che fece morire l’amante con tanto di necrologio sul giornale per far pace con la moglie e poi farsi beccare beatamente nel letto con questa dal marito mentre Firenze affogava sotto l’alluvione.

Scherzi a parte, Verdini come detto ha spiegato a Bruno Vespa cosa lo lega davvero a Renzi e perché ha scelto di sostenere il Governo sfidando le ire della minoranza Dem che lo vede come il fumo negli occhi. 
"Non c’è stata alcuna trattativa – ha spiegato - il voto di fiducia non è un atto di generosità ma frutto di un serio convincimento". Nonostante ciò Verdini esclude di far parte della maggioranza anche se di norma la fiducia ai governi la danno i partiti che lo sostengono. Chi sta all'opposizione non la dà a prescindere dal tema oggetto della fiducia e chi sta dentro non la nega a prescindere. E’ sempre stato così ma in era renziana anche questa certezza è destinata a cadere. 
Verdini esclude di far parte della maggioranza, ma assicura che da qui alla fine della legislatura "non si tirerà indietro" votando i provvedimenti che riterrà "utili per l'Italia". 
Verdini approfitta anche del salotto di Vespa per smentire le voci di un suo accordo segreto con Berlusconi: il suo "passaggio tecnico"alla maggioranza c’è chi dice sia stato in realtà concordato con l’ex Cavaliere per avere comunque un ambasciatore nella maggioranza. "Non c’è nessun accordo tra me e Berlusconi. C’è solo un grande rispetto, il resto è pettegolezzo. Quando è caduto il patto del Nazareno io ho scelto di continuare con il lavoro delle riforme, perché credo in questa legislatura costituente" ha spiegato l'ex forzista oggi leader di Ala. 
E per il futuro? "Questo centro così spezzettato, con una gran confusione penso che abbia bisogno di una regolata". Verdini ritiene che l’unità dei centristi, dagli alfaniani di Ncd fino ai conservatori riformisti di Raffaele Fitto sia "un percorso inevitabile, ma non vanno anticipati i tempi, non bisogna precipitare. Ora non c’è nulla di questa cosa. Vediamo cosa succederà nel tempo, a seconda dello sviluppo delle situazioni". 
Insomma se son rose fioriranno. Il partito della Nazione è sempre più vicino?

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]