Che fine ha fatto Milva, la pantera di Goro?

01 marzo 2016 ore 12:01, intelligo
di Anna Paratore

E’ Ufficiale dell'Ordre des Arts et des Lettres (Parigi, 1995); Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania (Berlino, 2006); Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Roma, 2 giugno2007); Cavaliere della Legion d'onore della Repubblica Francese (Parigi, 2009)… di chi si tratta? No, non è un grande industriale che ha cambiato l’economia di una nazione, né un saldato che ha vinto da solo una guerra, e nemmeno un grande scienziato che ha trovato qualche portentosa cura.

Prima di tutto sappiate che la persona che ha guadagnato tutte queste onorificenze è una donna, fatto davvero piacevole da considerare in una società dove comunque le donne hanno ancora problemi per affermarsi come gli uomini. E poi, si tratta di un’artista. Una grande cantante. E’ Milva, la pantera di Goro.

Per i più giovani probabilmente Milva non sarà un’immagine troppo vivida perché da tempo ormai le apparizioni in Italia di questa grande artista sono finite, ma per chi ha qualche anno in più, i ricordi legati a questa grande interprete nel corso della sua lunga e intensa vita artistica non possono non essere che vividi e belli.
Che fine ha fatto Milva, la pantera di Goro?
Maria Ilva Biolcati, in arte Milva, nasce a Goro nel 1939. La sua è una famiglia modesta, e la ragazza comincia presto a guadagnarsi la vita anche cantando nelle balere della sua zona con il nome d’arte di Sabrina. E’ alta, procace, con una chioma rossa fiammeggiante. Ma non è certo raffinata, e i modesti abitini che può sfoggiare uniti a qualche chilo di troppo non rendono merito alla sua avvenenza. Anche così, però, il “brutto anatroccolo” viene notato per la sua straordinaria voce e per la grinta che mette nell’interpretare pezzi anche molto difficili. Comincia ad incidere per la Cetra, la casa discografica grazie alla quale arriva anche al Festival di Sanremo. E’ il 1961, e Milva si classifica terza con Il mare nel cassetto, una grande performance se si considera che prima di allora si è fatta conoscere solo per aver vinto un concorso per voci nuove sulla Rai.

Il 1961 è anche l’anno del suo matrimonio con il regista Maurizio Corgnati che, da quel momento, sarà un po’ il suo pigmalione. Grazie a Corgnati, infatti, Milva entra in una dimensione artistica e culturale che non ha mai conosciuto prima. Cresce, e alla qualità della voce aggiunge anche la classe, un certo senso estetico che non fa che migliorare il suo già notevole talento. Non a caso, la stessa cantante dirà di Corgnati che è stato l’uomo più importante della sua vita anche se, nel 1968 i due si separeranno. Insieme hanno avuto una figlia, l’unica di Milva, nata nel 1963, Martina.

La carriera della cantante procede a gonfie vele. In quel periodo sono tre le grandi interpreti che primeggiano in Italia. Mina, detta la tigre di Cremona, Iva Zanicchi, nota come l’aquila di Ligonchio, e appunto lei, la pantera di Goro. Intanto, anche l’aspetto estetico di Milva cambia drasticamente. La goffa ragazza di campagna un po’ troppo in carne lascia il posto a una donna sofisticata, sottile come un’indossatrice che lascia esplodere tutta la sua bellezza nella chioma fluente che le incornicia il volto dai tratti rinascimentali. Nella vita di Milva entra anche un nuovo amore, è l’attore Mario Piave, e per un po’ nell’Italia del dopoguerra tutta DC e buoni sentimenti cattolici, i due danno scandalo facendosi vedere insieme, magari mano nella mano. Ma mentre l’amore fa chiacchierare gli italiani, Milva evolve anche il suo repertorio. Alla classica canzone italiana che l’ha vista grande interprete, aggiunge canzoni della tradizione, o anche pezzi stranieri di grande spessore. Non solo, ma si avvicina alla recitazione, lavorando con Gino Bramieri e David Riondino, fino ad arrivare a Giorgio Strehler.

E’ proprio il grande registra a scoprire questo ennesimo talento di Milva e a guidarla fino a farla diventare una delle più importanti attrici teatrali italiane. Soprattutto, Milva si specializza nel repertorio brechtiano, diventandone la maggior interprete nel nostro Paese, nonché una delle più richieste a livello internazionale. Famosissima la sua interpretazione di Jenny dei Pirati nell'allestimento de L'Opera da tre soldi del 1973. In seguito, la cantante produrrà ben 4 progetti discografici dal titolo Milva canta Brecht, e che si riveleranno un enorme successo. Ma non basta. Milva diventerà anche una grande interprete di Canti della libertà, nonché di canzoni di tradizione portoghese, per intenderci quelle che hanno resa famosa la portoghese Amalia Rodrigues, notissima tra esse il rifacimento de La Filanda.
In ogni caso è vastissimo il repertorio di Milva, e le sue collaborazioni variano da Ennio Moricone a Franco Battiato per cui incide Alexander Platz, da Don Backy ad Astor Piazzola. Dopo il 1990 però, Milva annuncia una sorta di ritiro dalle scene motivato per lo più da motivi di salute. In proposito, dirà: "Ritengo che proprio questa speciale combinazione di capacità, versatilità e passione sia stato il mio dono più prezioso e memorabile al pubblico e alla musica che ho interpretato e per quello voglio essere ricordata. Oggi questa magica e difficile combinazione forse non mi è più accessibile: per questo, dato qualche sbalzo di pressione, una sciatalgia a volte assai dolorosa, qualche affanno metabolico; e, soprattutto, dati gli inevitabili veli che l'età dispiega sia sulle corde vocali sia sulla prontezza di riflessi, l'energia e la capacità di resistenza e di fatica, ho deciso di abbandonare definitivamente le scene e fare un passo indietro in direzione della sala d'incisione, da dove posso continuare ad offrire ancora un contributo pregevole e sofisticato", un vero colpo al cuore per i suoi tantissimi ammiratori. In realtà, nel 2011 la cantante farà ancora una breve irruzione in teatro, portando in scena La variante di Luneburg, un’opera già nel suo repertorio.

Da allora la cantante conduce una vita molto ritirata anche in seguito ad alcune cadute che l’avrebbero fatta molto patire, dividendosi tra Italia e estero. Continua però a comunicare con i suoi fan attraverso Facebook. Sa che chi conosce la sua arte non potrà mai dimenticarla.
autore / intelligo
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