Renzi Vs Family Day nelle parrocchie. Ma la "santa ingerenza" Pd va bene?

01 marzo 2016 ore 23:59, Americo Mascarucci
"Accetto la sfida e se mi inviteranno andrò nelle parrocchie, come nelle realtà del volontariato, a dire il perché - a mio giudizio - è giusto che la riforma passi, che la politica dimagrisca, che le Regioni facciano meno ma meglio. Agli uni e agli altri, opposti estremismi, voglio dire che è finito il tempo in cui in Italia qualcuno aveva un diritto di veto, di blocco. Non ci siamo fermati nemmeno alla sacrosanta esigenza di riconoscere diritti alle coppie omosessuali perché sarebbe stato incivile il contrario. Se qualcuno vorrà mandarci a casa per questo, andremo a casa. Ma fino a quel momento, ostinati e sorridenti, continueremo a fare le cose che per noi servono all'Italia". 
Così Matteo Renzi ha risposto ieri alla polemica innescata dal portavoce del Family Day Massimo Gandolfini il quale, per protesta contro l’approvazione da parte del Governo del maxi emendamento sulle unioni civili ottenuta con il ricorso al voto di fiducia, ha annunciato che si mobiliterà contro il referendum sulle riforme costituzionali quello in cui Renzi si è giocato tutto. "Se perdo me ne vado" ha annunciato in più occasioni il Premier.
Renzi Vs Family Day nelle parrocchie. Ma la 'santa ingerenza' Pd va bene?
Dunque Renzi va nelle parrocchie? A fare cosa? A controbattere alla propaganda di Gandolfini e company contro il referendum? 
Ma Renzi non ha sempre detto che il cattolico deve agire secondo coscienza e che le gerarchie cattoliche non devono intromettersi nelle vicende politiche? Dunque le ingerenze di Bagnasco e dei vescovi contro le unioni civili, le nozze gay e le adozioni, sono indesiderate, anzi condannate, e quelle del Premier nelle parrocchie invece no? 
Se Bagnasco e company non devono interferire nelle questioni politiche e dunque entrare a gamba tesa nelle vicende dello Stato, perché poi il presidente del Consiglio dovrebbe andare nelle parrocchie, cioè dentro la Chiesa a fare politica? Se i cattolici hanno una coscienza che li guida, allora dove sta il problema? Se si presume che abbiano la maturità per decidere autonomamente e indipendentemente dalle indicazioni delle gerarchie sapendo distinguere perfettamente le questioni di fede da quelle politiche, lo Stato dalla Chiesa, perché poi il capo del Governo dovrebbe andare nelle parrocchie a fare propaganda? Se lo stato è laico i luoghi della laicità sono le piazze, i teatri, i cinema, le sedi di partito, delle associazioni di categoria, dei sindacati ecc. non le parrocchie dove solitamente si prega e si svolgono attività di carattere religioso. 
Insomma cattolico adulto sì, ma fino ad un certo punto. Adulto a tal punto da sentire il bisogno di andare in parrocchia alla ricerca del consenso cattolico. Ma non è tutto un controsenso? 

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