Taglio Irpef: con flessibilità e tetto alle detrazioni? "No comment" dalla Ue

01 marzo 2016 ore 12:29, Luca Lippi
La discussione sulla spasmodica operatività del governo alla ricerca di soluzioni per anticipare il taglio dell’Irpef al 2017 continua, ma poi bisogna sempre individuare la “strategia” più che il margine operativo. Ormai siamo anestetizzati alle promesse non mantenute o mantenute senza alcun risultato mentre i mesi corrono inesorabili e per la crescita tutto questo tempo non c’è!
La commissione Ue è anestetizzata tanto quanto i cittadini italiani e si limita a un "no comment" sulla possibilità per l'Italia, ventilata nelle ultime ore, di anticipare la riduzione dell'Irpef al 2017. "Non abbiamo commenti, siamo nella fase di valutazione del bilancio e eventuali valutazioni in questo senso rientreranno in questo esercizio". Il il taglio era stato anticipato dal viceministro dell'Economia, Enrico Morando.

Taglio Irpef: con flessibilità e tetto alle detrazioni? 'No comment' dalla Ue
Le coperture non ci sono e per poterlo fare ci si affida alla flessibilità, ma il no comment della Ue ha già sentenziato il destino delle speranze di Matteo Renzi. Tommaso Nannicini, il nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio capo della cabina di regia economica di palazzo Chigi, conferma l’intenzione di Matteo Renzi di sforbiciare già nel 2017 l’imposta sul reddito delle persone fisiche “E’ presto per dire come sarà riformata l’Irpef”, spiega Nannicini, “stiamo facendo mille simulazioni. Di sicuro al momento c’è soltanto che dopo aver aiutato i ceti più bassi con il bonus da 80 euro, questa volta aiuteremo il ceto medio”, i redditi fino a 75mila euro. Con questi presupposti alla ue se non cadono le braccia prima può solamente alzare la voce. Siamo ancora ai bonus, siamo a ricavare qualche posto nuovo sostituendolo con le fuoriuscita a pagamento di qualche pensionato disposto a penalizzare il suo futuro, ma di investire in infrastrutture e creare creare reali nuovi posti di lavoro smorzando lo spauracchio della precarietà, quindi aumentando la fiducia e riattivare la spesa interna neanche la traccia. Riduzione di redditi certi per produrre nuovi redditi (scarsi e precari), è questa la strategia che dovrebbe approvare l’Ue?
E poi vediamo quant’è nelle ipotesi di calcolo, questo maggior reddito riveniente dal taglio dell’Irpef per rilanciare la ripresa.  Un risparmio di 50 euro mese circa sui redditi più elevati e 20 euro su quelli meno “importanti”, in buona sostanza qualcuno potrà pagarsi l’abbonamento mensile ai mezzi pubblici altri neanche quello. Con un bel po’ di rammarico non riusciamo proprio a dare torto all’Ue, solite montagne che partoriscono topolini, e i cronisti non hanno neanche la possibilità del “no comment”.

autore / Luca Lippi
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