Il Super Tuesday repubblicano incoronerà Trump? Clinton brinda due volte

01 marzo 2016 ore 15:47, Andrea De Angelis
Il quadro è fin troppo semplice. Da un lato Hillary Clinton che dovrebbe vincere a mani basse il Super Tuesday grazie soprattutto al voto degli afroamericani negli Stati in cui si voterà oggi. Dall'altro Donald Trump che non dovrebbe avere problemi a superare ancora una volta i colleghi di partito. Un esito già scritto, dunque, ma che scontenta solo una parte. Proprio quella di coloro che si trovano all'opposizione e che per la regola mai scritta dell'alternanza politica (tanto cara tra gli altri proprio alla storia statunitense) dovrebbero essere i favoriti per la vittoria in autunno. 

Invece no. Il motivo? Proprio Donald Trump. Se infatti non sembra avere rivali per quanto riguarda la corsa alla candidatura, le sue speranze di avere la meglio al voto sono praticamente nulle. Troppo eccessivi i suoi toni, dallo scontro al Papa al tema dell'immigrazione fino alle dichiarazioni sui musulmani che hanno fatto più volte il giro del mondo. 
Il ragionamento fila, purtroppo per il partito che ha presentato anche Rubio e Cruz, senza dimenticare Bush già ritiratosi. Ma ora anche i sondaggi sembrano andare in quella direzione. L'esito del quesito di Cnn/Orc pubblicato a poche ore dal Super Tuesday rivela con chiarezza che Trump in un ipotetico scontro diretto perderebbe sia con Hillary Clinton che con Bernie Sanders. Nel dettaglio Clinton batterebbe Trump col 52% delle preferenze contro il 44% del tycoon. Mentre il senatore Sanders otterrebbe il 55% dei voti contro il 43% dell'imprenditore. Diverso lo scenario se la nomination repubblicana fosse vinta da Marco Rubio o Ted Cruz. Secondo il sondaggio Hillary perderebbe col primo, mentre col secondo sarebbe un testa a testa. Sanders batterebbe facilmente entrambi.
Il Super Tuesday repubblicano incoronerà Trump? Clinton brinda due volte
Non a caso nelle ultime ore si sono rincorse le voci di più tentativi all'interno del partito di frenare la corsa di Trump. Difficile un suo ritiro visti i toni spavaldi che dal primo momento hanno caratterizzato la campagna elettorale del Donald più chiacchierato d'America. 
Così secondo alcune indiscrezioni si starebbe lavorando ad una soluzione alternativa che includa la discesa in campo di Mitt Romney nel caso in cui Marco Rubio dovesse perdere anche in Florida. La platea resta infatti troppo frammentata con Ted Cruz e Marco Rubio che, neanche unendo i voti, sembrerebbero in grado di fermare l'ascesa di Trump. Inoltre non va dimenticato il significato politico del ritiro di di Jeb Bush, ex governatore della Florida dal 1999 al 2007 e considerato in estate il favorito per la corsa alla Casa Bianca. "Volevo correre per unificare il Paese dietro soluzioni conservatrici. La presidenza degli Stati Uniti è più grande di una singola persona, più grande di un singolo candidato. Per questo vi ringrazio e sospendo la mia campagna", ha detto commosso. 

Il Super Tuesday, lo ricordiamo, è un termine che indica il giorno, appunto il martedì, in cui in gran parte degli stati federati degli Stati Uniti l'elettorato è chiamato a recarsi alle primarie o ai caucuses, indetti da Democratici e Repubblicani, per nominare il candidato presidente dei rispettivi movimenti. Solitamente, in tale giorno, si comincia ad avere un'idea piuttosto chiara di chi sarà il candidato Presidente, che sarà poi nominato in estate durante le convention dei delegati. 
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