Libia, arriva il sostegno Usa per una missione a "guida italiana" ma il governo glissa

01 marzo 2016 ore 20:14, Andrea Barcariol
Un ruolo insolito per l'Italia nello scenario internazionale, quello di guida. La proposta arriva dagli Stati Uniti e riguarda la situazione (critica) in Libia. "L'Italia, essendo così vicina, ha offerto di prendere la guida in Libia. E noi abbiamo già promesso che li appoggeremo con forza" - ha spiegato il segretario alla Difesa americano, Ash Carter, nel corso di una conferenza stampa al Pentagono, sottolineando che la coalizione entrerà in campo quando un governo libico unitario si sarà formato, "speriamo al più presto". I libici "non vogliono che ci siano stranieri all'interno del loro territorio, stranieri che arrivano e cercano di prendere il loro petrolio e controllare i loro cittadini" - ha spiegato il segretario alla Difesa. Dichiarazioni destinate a far discutere, forse per questo sull'argomento è intervenuto subito il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni che ha allontanato l'ipotesi di una soluzione militare: "In Libia sosteniamo la soluzione di un governo di accordo nazionale, la sosteniamo da tempo, ci sono credo delle buone notizie che riguardano il fatto che la maggioranza dei parlamentari di Tobruk ha sottoscritto un documento di appoggio al nuovo governo ma ancora non c'è un accordo formale, stiamo continuando a lavorarci".

Libia, arriva il sostegno Usa per una missione a 'guida italiana' ma il governo glissa
La scorsa settimana era scoppiata la polemica politica sull'utilizzo della base di Sigonella, in Sicilia, per il rischieramento di droni armati americani destinati a operazioni in Libia
. Interventi che, il premier Renzi si era affrettato a spiegare verranno valutati e autorizzati "caso per caso" dal governo italiano per il quale la priorità in Libia resta un governo d'unità nazionale e una cooperazione internazionale con gli alleati. Proprio in questa ottica, la Camera dei rappresentanti libica (HoR) ha tenuto oggi a Tobruk "concertazioni non ufficiali", senza riunirsi formalmente, a causa della mancanza del numero legale. In dichiarazioni all'agenzia libica, il deputato Jaballah El Tagouri ha detto che la presenza di parlamentari è stata "molto debole" nonostante ci fosse il presidente della Camera, Aqila Saleh, e per questo i deputati si sono riuniti per "concertazioni fra loro". Si è persa dunque un'opportunità per votare la fiducia al governo di unità nazionale del premier designato Fayez Al Sarraj.
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