Medici, addio orari-tour de force ma gli ospedali rischiano la crisi

01 novembre 2015, Andrea Barcariol
Medici, addio orari-tour de force ma gli ospedali rischiano la crisi
Niente più maratone (e straordinari) per i medici italiani. Dal 25 novembre cambieranno gli orari di lavoro: addio alle notti che iniziano il pomeriggio e finiscono nella tarda mattinata del giorno dopo e ai recuperi di appena 8 ore. Durante la settimana non si potrà lavorare più di 48 ore, con un turno massimo di 13 ore consecutive.

L'obiettivo è quello di avere medici più ripostati in grado di fornire un'assistenza migliore ai pazienti. Una novità che però potrebbe creare diversi disagi a causa degli organici ridotti dal blocco del turn over. Regioni in piano di rientro come Calabria, Campania, Molise e Lazio sono a forte rischio ma anche in altre c'è una significativa carenza di personale.
Il sindacato degli ospedalieri Anaao auspica l'assunzione di almeno 4-5 mila medici in più, ma in un momento di tagli alla Sanità, sembra difficile ipotizzare che il governo Renzi vari una manovra simile a quella realizzata per le scuole.

In realtà si tratta di regole previste da una direttiva europea che risale a più di 12 anni fa, ma l'Italia se l’era sempre “cavata” inquadrando i medici come dirigenti, quindi senza obbligo di timbrare il cartellino e senza stringenti vincoli d’orario. L’Europa ha però notificato una procedura d’infrazione che ha costretto l'Italia a correre ai ripari. Non solo. Sarebbero già molti i medici pronti a fare ricorso verso lo Stato per il mancato rispetto della direttiva europea del 2003 sugli orari di lavoro.

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