Lotta al virus Zika, l'esercito delle zanzare "cyborg"

01 novembre 2016 ore 8:42, intelligo
di Stefano Ursi

L'ultima frontiera nella battaglia contro il Virus Zika potrebbe essere la realizzazione in laboratorio di zanzare geneticamente modificate. Questo l'obiettivo del laboratorio dell'azienda di Biotecnologie Oxitec, che nel 2017 potrebbe rilasciare un alto numero di questi esemplari per tentare di debellare il virus Zika. I rilasci, secondo quanto si apprende, potrebbero essere concentrati in Brasile e in Colombia grazie a delle campagne specifiche. Il meccanismo, si apprende dalle notizie che in queste ore circolano in rete, prevedrebbe il rilascio di questi esemplari di zanzara che non pungono né iniettano il virus nell'uomo bensì avrebbero solo il compito di fecondare uova che non si schiuderanno mai. Tutto questo grazie ad un batterio, il Wolbachia Pipientis, che avrebbe il ruolo di rendere “disarmate” le femmine di zanzara che trasmettono il virus. Gli esemplari rilasciati, dunque, dovrebbero essere tutti maschi modificati geneticamente in modo tale da favorirne l'accoppiamento con le femmine, dal quale le stesse produrrebbero uova che non si schiudono, tentando così in maniera indiretta di diminuirne la popolazione e dunque la diffusione del virus. Ricordiamo che il virus Zika viene veicolato in numerosi paesi delle Americhe dalla zanzara della specie Aedes Aegypti.

Lotta al virus Zika, l'esercito delle zanzare 'cyborg'
Molti i rischi per la salute descritti in questi mesi, sin dalla sua prima apparizione. In queste ore molto si parla di uno studio dell'Università di Washington pubblicato su Nature, il quale mette in evidenza come il virus potrebbe essere in grado di esporre al rischio di infertilità e di riduzione del livello di testosterone. Secondo un test condotto su roditori, si legge, si sarebbe notata una riduzione della dimensione dei testicoli del dieci per cento e una riduzione dei livelli di testosterone con la conseguenza che la capacità riproduttiva ne veniva pesantemente ridotta. Ovviamente il test è stato condotto su cavie ma rimane il rischio che anche sull'uomo possano verificarsi problematiche di questo genere. Il danno, spiegano gli studiosi che hanno condotto il test, potrebbe essere irreversibile anche se ancora non se ne ha la conferma e il test sulle cavie necessita altri approfondimenti. Un altro fronte potrebbe dunque aprirsi nella già intricata e complessa materia relativa al virus Zika.
autore / intelligo
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