"Silvio? Indifendibile". Lo spiega in 4 punti l'uomo del Pdl che lo sostituirà

01 ottobre 2013 ore 11:05, intelligo

'Silvio? Indifendibile'. Lo spiega in 4 punti l'uomo del Pdl che lo sostituirà

di Andrea De Angelis Al cuore si comanda eccome, specie se in ballo c'è una poltrona da parlamentare. Lo sa bene chi, candidatosi pochi mesi fa con il Pdl di Berlusconi, è pronto ad entrare al Senato da esponente di un partito al cui presidente volta, con decisione, le spalle. Ulisse Di Giacomo, primo dei candidati a Palazzo Madama non eletti in Molise, è pronto a subentrare al decaduto (o quasi) Silvio Berlusconi. Questione di giorni, e per l'attuale coordinatore molisano del Pdl si apriranno con ogni probabilità le porte del Senato. Già depositata in Giunta la memoria difensiva, nella quale il politico e medico sessantatreenne, ex assessore del Molise alla Sanità dal 2006 al 2008 (con Forza Italia) smonta punto per punto la tesi del Cavaliere. Ecco alcuni passaggi: 1) La Legge Severino non è incostituzionale. Non essendo infatti una norma penale, non può essere accusata di irretroattività. “Non si tratta di un effetto penale – si legge nella memoria presentata da Di Giacomo – o di una sanzione accessoria alla condanna, bensì di un effetto di natura amministrativa”. La costituzionalità della Legge, sulla quale hanno puntato il dito falchi e colombe del Pdl, non sarebbe dunque messa in dubbio. 2) Irrilevante la consapevolezza di decadere perché evasore. Secondo il politico molisano non è assolutamente importante la presunta inconsapevolezza di perdere il posto da Senatore per frode fiscale. Ciò che conta è che il legislatore abbia stabilito che "chi ha scelto di effettuare una frode fiscale ed è stato condannato a scontare 4 anni di carcere non ha i requisiti morali che sono necessari per sedere in Parlamento partecipando alla formazione delle leggi che tutti i cittadini devono rispettare". 3) L'autodichia del Parlamento. La Giunta, per Di Giacomo, non ha il potere di ricorrere alla Consulta: solo un giudice può farlo. Dunque la stessa Giunta non può essere accusata di non aver sollevato la questione di legittimità costituzionale. 4) Illogici i ricorsi in sede Europea. Questo è forse il punto sul quale l'esponente del Pdl mostra più durezza. Leggiamo dalla memoria: "Sconcertante è il  ricorrere alla Corte di Giustizia dell'UE: questa si occupa di diritto comunitario, non dei singoli Stati membri". E sulla possibilità di fare ricorso alla Corte per i Diritti dell'Uomo, Di Giacomo è ugualmente sferzante: "Un'ipotesi oscura: non avrebbe comunque alcun effetto su una sentenza irrevocabile".  
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