La "linea del Piave" di Forza Italia sul Jobs Act

01 ottobre 2014 ore 10:57, intelligo
La 'linea del Piave' di Forza Italia sul Jobs Act
"Nebbia fitta". Così Forza Italia definisce il "compromesso al ribasso" realizzato tra Matteo Renzi e la minoranza del suo partito.
Il partito di Piazza San Lorenzo in Lucina dopo essersi portato molto avanti, scommettendo sulla spaccatura e l'implosione del Pd, si ritrova ora a dover gestire una inerzia che sembra portare il Nazareno a far quadrare i conti interni con qualche correzione di rotta rispetto alle intenzioni iniziali. Ulteriore motivo di preoccupazione - e di perplessità, per usare un eufemismo - è la mancata pubblicazione del testo integrale del documento approvato. Una somma di incertezze che non rende facile stabilire una linea precisa. Che significa, infatti, che sarà tutelato il “diritto al reintegro per i licenziamenti disciplinari”? "Quali sono le fattispecie concrete che sostanzieranno questo “diritto”? Attualmente i contratti prevedono una casistica che più labile non potrebbe essere. In genere – si veda il contratto nazionale dei metalmeccanici – sono previsti due casi distinti: il licenziamento con preavviso (articolo 10) e quello in tronco (articolo 11). Ma in entrambi i casi le ipotetiche infrazioni, che possono essere sanzionate, sono come le vecchie mappe dell’antichità. Quando non si conosceva quel territorio si poneva la scritta: hic sunt leones. Il massimo della possibile indeterminatezza" scrive Forza Italia nei suoi report. "Se qualcuno spera che, con questi precedenti, vi sia qualcuno disposto ad assumere, siamo fuori dalla grazia di Dio". L'obiettivo degli azzurri, a questo punto, è quello di costringere il Pd a individuare e definire con maggiore precisione le fattispecie che possono consentire il licenziamento, così da sottrarre discrezionalità ai giudici del lavoro. Oppure prevedere un indennizzo che scoraggi l'arbitrio del datore di lavoro, rendendo antieconomico il licenziamento, quando questo risponde a motivi futili, legati al semplice capriccio. Naturalmente non sarà facile tradurre in una strategia politica queste intenzioni. L'ala "frondista" suggerisce di lasciare l'aula nelle situazioni più delicate, lasciando che sia il governo e la maggioranza renziana a togliersi le castagne dal fuoco. L'ala "governativa", invece, appare ancora indecisa sul da farsi e nelle discussioni interne fa notare come qualora i voti di Forza Italia dovessero diventare indispensabili anche solo per bloccare alcuni emendamenti della sinistra Pd, nulla sarà più come prima e la centralità azzurra diventerà conclamata.  
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