L’ambientalismo che non ti aspetti: trivellazioni come se piovesse!

01 ottobre 2015, Luca Lippi
L’ambientalismo che non ti aspetti: trivellazioni come se piovesse!
Sono in fase di presentazione presso la Suprema Corte di Cassazione sei quesiti referendari contro le trivellazioni. I consigli regionali di Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise si oppongono a ogni forma di rilevamento a mezzo trivella entro le 12 miglia e su terra ferma.

Nello specifico, il rappresentante dell’Emilia Romagna ha manifestato interesse per tutti e due i referendum (sia trivellazione in mare che su terra ferma) con particolare preoccupazione per il basso ferrarese dove i tecnici della regione ipotizzano danni importanti al territorio

Il problema, secondo i tecnici riguarda tutta una serie di conseguenze che sono  strettamente legati alle operazioni di trivellazione. In sostanza, le falde acquifere che sono su strati diversi, potrebbero entrare in contatto e quindi mischiare le acque di quelle più superficiali (già infestate di fitofarmaci) con quelle più profonde da cui si preleva acqua per il bestiame e spesso anche per uso domestico.

A questo poi il rappresentate della Regione Emilia Romagna lamenta l’inquinamento prodotto dai motori delle macchine  di movimento che sono preposte alle operazioni.

Ovviamente, a seguito della trivellazione, qualora l’operazione andasse a buon fine (si trova gas o petrolio) si dovrà provvedere all’estrazione con le note conseguenze di abbassamento dei terreni esattamente come già verificato nel ravennate.

la zona cui fa riferimento il rappresentate dell’Emilia Romagna è a rischio sismico e sarebbe necessario obbligare le compagnie ad assicurare i fabbricati in un’area di interesse geologicamente rilevabile da esperti. Il rischio è comunque il medesimo per le atre regioni!

È certo che a fronte di un’operazione su larga scala per reperire forme di auto sostentamento energetico (oltretutto sarebbe un’ottima operazione di rilancio infrastrutturale con un ritorno economico e lavorativo importante) sarebbe necessaria una maggiore tutela dei cittadini e del territorio delle zone interessate.

Purtroppo, ci sarebbe da aggiungere che le eventuali quantità estraibili sono inversamente proporzionali ai costi di estrazione, oltreché i danni prodotti. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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