Fondazione An, è conto alla rovescia. Squadre e bottino

01 ottobre 2015, intelligo
È ormai la vigilia del redde rationem per la Fondazione Alleanza Nazionale. 

Fondazione An, è conto alla rovescia. Squadre e bottino
Gli eredi di un partito che ha scritto la storia della Seconda Repubblica, poi consegnandosi all'oblio, si confronteranno sabato e domenica in una assemblea degli iscritti che si preannuncia infuocata e costellata da tensioni e divisioni. Un appuntamento che in qualche modo richiamerà alla memoria i confronti franchi e diretti - per usare un eufemismo - che caratterizzarono l'Msi prima e An poi.

Gli schieramenti dovranno sciogliere un nodo fondamentale: il destino del "tesoro" di An. Bisognerà insomma decidere cosa fare del patrimonio della Fondazione, sostanzialmente congelato da anni e invocato da alcuni come strumento necessario per ricostruire un grande partito di destra, capace di fare concorrenza alla Lega di Matteo Salvini, sempre più insidiosa nel suo costante corteggiamento dell'elettorato ex An.

L’altro fattore destinato a dividere è il grande ritorno sulla scena di Gianfranco Fini. Lo storico leader del partito - dopo un lungo periodo ai margini e le delusioni elettorali con Fli - si è ufficialmente schierato con la cosiddetta «mozione dei quarantenni», presentata da alcuni consiglieri regionali e appoggiata anche da Gianni Alemanno, Roberto Menia, Italo Bocchino e Fabio Granata. Fini nega di voler tornare alla politica attiva e di voler guidare la rifondazione di quella che fu la sua creatura, rivendica però il diritto di poter dire la sua sulle vicende politiche.

Ci sono, però, altri due fronti contrapposti: quello di Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni e Ignazio La Russa che puntano a fare di FdI il quartiere generale e il cuore pulsante dell'operazione "nuova destra" (anche se una parte di FdI riterrebbe necessario procedere alla creazione di una sorta di grande assemblea costituente della destra italiana). E poi quello degli ex An confluiti in Forza Italia - Maurizio Gasparri, Altero Matteoli, Giuseppe Valentino, Marco Martinelli, Alfredo Mantica e Carmelo Porcu - che spingono affinché il «tesoro» venga utilizzato solo per attività culturali.
"La Fondazione Alleanza Nazionale non può essere trasformata in un partito politico, ma deve mantenere la sua attuale connotazione giuridica di “Fondazione” al fine di perseguire le finalità scaturite e imposte dalle determinazioni congressuali del marzo del 2009" fanno sapere. 

La terza mozione finora presentata è quella firmata da Massimo Corsaro. «La mia richiesta è chiara: non consentire a nessuno di mettere le mani sul patrimonio e farne un utilizzo personale. La Fondazione non è un partito e ha una finalità pubblica e sociale, deve fare cultura politica e lavorare all’attualizzazione dell’identità della destra. Ma per fare questo bisogna innanzitutto mettere in sicurezza il patrimonio della Fondazione, individuando degli oculati gestori dei fondi e usare solo il rendimento, investendolo in 
studi, convegni, proposte di legge.
E’ incredibile che il patrimonio sia sensibilmente diminuito senza che la Fondazione si sia manifestata nel dibattito nazionale». Le mozioni di Gasparri e di Corsaro potrebbero anche confluire in un unico testo visto che puntano entrambe sulla necessità di sventare "l'assalto alla cassa".

I numeri dell’assemblea restano avvolti nel mistero. Gli iscritti sono circa 800, ma non si sa quanti si presenteranno e quali sono le loro posizioni oggi. 
Considerate le assenze si prevede che si possa strappare la maggioranza con circa 300 voti. Si procederà a scrutinio palese sulle varie mozioni, con il verdetto decisivo fissato per domenica. Ma appare pressoché sicuro che, comunque vada, la partita non si chiuderà lì e si passerà ai tempi supplementari finendo con il fronteggiarsi in tribunale, a colpi di carte bollate.
autore / intelligo
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