Al Senato non salta la riforma, ma passa il canguro. Renzi sorride

01 ottobre 2015, Andrea De Angelis
La maggioranza ha vinto, ancora una volta. Per Renzi dunque un primo sorriso in vista di quello che più attende, ormai da un anno. La partita del Senato infatti non è ancora chiusa, ma poco ci manca. 

Al Senato non salta la riforma, ma passa il canguro. Renzi sorride
L’Aula ha infatti approvato il cosiddetto “emendamento canguro“, presentato da Roberto Cociancich (Pd), che, oltre ad avere l’effetto di far decadere tutte le altre proposte di modifica all’articolo 1 del disegno di legge, diventa anche il cuore del nuovo articolo 55 della Costituzione. La proposta di modifica di Cociancich è stato approvato con 177 sì, 57 no e 2 astenuti, a sottolineare la tenuta di coloro che sostengono il testo di legge firmato dal ministro Maria Elena Boschi

Hanno votato contro la proposta (approvata dalla maggioranza), e quindi in dissenso rispetto al gruppo, i senatori Corradino Mineo e Walter Tocci. Felice Casson si è invece astenuto, e ricordiamo che al senato l’astensione vale voto contrario. Tutto questo mentre è vicino l’esame dell’articolo 2, in particolare alle proposte di modifica al comma 5, per alcune delle quali è previsto il voto segreto, potenzialmente rischioso per la maggioranza.

Dai banchi leghisti si è levata una colorita protesta: durante il dibattito sul ddl Boschi, i senatori del Carroccio hanno sventolato banconote rivolgendosi ai banchi dove siedono i colleghi verdiniani. 
Immediata la risposta del capogruppo, Lucio Barani, riportata da Il Fatto Quotidiano: “La Lega Nord Contrariamente a quanto volgarmente sostenuto dai senatori della Lega Nord nei miei confronti, io un lavoro ce l’ho ed è anche ben remunerato. Li invito, pertanto, a tenersi ben strette le banconote che hanno sventolato nell’Aula del Senato, perché in futuro quei soldi serviranno certamente più a loro che a me”.


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