Si riapre il caso Bifolco e fuori dall'Aula esplodono urla di gioia

01 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Si riapre il caso Bifolco e fuori dall'Aula esplodono urla di gioia
Ricordate Davide Bifolco il diciassettenne del rione Traiano di Napoli ucciso il 5 settembre del 2014 durante un inseguimento? 

Ebbene, all'udienza conclusiva del processo, il giudice Ludovica Mancini, ha accolto l'istanza del legale della famiglia Bifolco, Fabio Anselmo, che ha richiesto un supplemento di indagine riaprendo così l’istruttoria.

Come molti ricorderanno il ragazzino era a bordo di un motorino insieme ad una persona che secondo i Carabinieri sarebbe stato un latitante ricercato da tempo. Il motorino non si sarebbe fermato all’alt dei militari facendo scattare l’inseguimento durante il quale è partito il colpo che ha ucciso Davide. 

L’agente incriminato  si è sempre difeso sostenendo che il colpo sarebbe partito accidentalmente ma la famiglia ha chiesto sin da subito giustizia, negando che a bordo del motorino insieme al diciassettenne vi fosse realmente il latitante ricercato e giustificando la fuga con il fatto che il ragazzino non avesse il patentino. 

Seguirono nel rione manifestazioni di protesta contro i Carabinieri che durarono per giorni e naturalmente partì anche l’inchiesta della magistratura e il processo a carico del carabiniere considerato responsabile dell’uccisione dell’adolescente. Oggi era prevista la sentenza, con il pubblico ministero Manuela Persico, titolare delle indagini insieme al procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso, che al termine dell’istruttoria aveva chiesto per l’agente la condanna a tre anni e  quattro mesi di reclusione per omicidio colposo (sposando quindi in parte la tesi del colpo accidentale). 

Una richiesta che non aveva affatto soddisfatto la famiglia del ragazzo con il legale deciso a chiedere l’incriminazione dell’imputato per omicidio volontario e non colposo. Ipotesi accusatoria però dimostrabile a detta dell'avvocato, soltanto con un supplemento di indagini che porti ad ascoltare  il consulente balistico e i due carabinieri che erano di servizio quella notte con l’imputato.

Il Giudice ha deciso di andare fino in fondo e di accogliere l’istanza dell’avvocato Anselmo ascoltando i nuovi testimoni. Se dalle indagini emergeranno fatti nuovi dunque, la posizione del carabiniere indagato potrebbe notevolmente aggravarsi. 
In attesa dei nuovi sviluppi, la prossima udienza è fissata al 19 novembre, i familiari esultano e con loro tutti i parenti e gli amici del rione Traiano. Per loro Davide era un bravo ragazzo totalmente estraneo al contesto criminale del quartiere ad alta densità camorristica. 

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