Tagli alla Sanità, il duello ora è sul Fondo 2016

01 ottobre 2015, Americo Mascarucci

Tagli alla Sanità, il duello ora è sul Fondo 2016
La sanità è sempre nell’occhio del ciclone e non potrebbe essere diversamente. 

E’ senza dubbio il principale terreno di scontro fra Stato e regioni, da sempre. 


Stavolta però si sta assistendo ad un vero e proprio valzer dei numeri con riferimento al Fondo Sanitario nazionale del 2016, con il Governo che parla di aumento e le Regioni che invece gridano al taglio.

La risposta come sempre sta nel mezzo, o meglio in questo caso nell’ottica in cui si legge la questione. A seconda dei punti di vista quindi si può realmente parlare di incremento, ma senza dare troppo torto a chi invece vede la sanità penalizzata. Ma andiamo a vedere perché.


Matteo Renzi in Parlamento, rispondendo alle interrogazioni, ha smentito tagli, anzi ha detto che rispetto agli anni precedenti il fondo sarà incrementato di un miliardo; da 110 del 2015 a 111 miliardi di euro nel 2016. Ma ovviamente queste risorse saranno investite in maniera diversa. 

Ma ascoltiamo il Premier: “Deve essere chiaro – ha tenuto a precisare Renzi - che sulla Sanità questo Paese non sta tagliando, poi possiamo discutere su come impiegare questi denari. E’ l’unico settore dove c’è stato un aumento del 40% rispetto al 2002. Che si debba investire nella Sanità è un dato oggettivo  - ha poi aggiunto - perché la gente invecchia e come avrebbe detto il buon Woody Allen è sempre meglio dell’alternativa. Non ci sono tagli nella sanità ma dobbiamo dare un messaggio di tranquillità e se c’è da cambiare qualcosa nel provvedimento approvato qualche settimana fa, siamo pronti a farlo”. 


Dunque, come già detto, stando a quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio il Fondo quest’anno sarà incrementato di un miliardo. Peccato tuttavia che i conti del Premier e del ministro della Salute Beatrice Lorenzin non tornino ai presidenti delle Regioni che sono invece sul piede di guerra. 


Sergio Chiamparino presidente della Conferenza delle Regioni attacca: “ L’impegno che il Governo si era assunto un anno fa con il Patto per la salute era di destinare 2 miliardi in più sul 2015 e 3 miliardi in più sul 2016, per un totale di 5 miliardi. Lo stanziamento per il 2015 è stato azzerato, sul 2016 mi pare di capire che la proposta sia di un miliardo in più, che non mi sembra sufficiente, anche alla luce dei rinnovi contrattuali dei medici e del personale sanitario che sono ancora in corso di trattativa”. 


Una polemica che va ben oltre gli steccati politici. Perché se Chiamparino è del Pd, il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, è il leghista Massimo Garavaglia che aggiunge: “Il Governo, che nell’accordo sui tagli di quest’anno da 2,350 miliardi, ha scritto che il Fondo sanitario per il 2016 sarebbe stato di 113 miliardi, ora parla di 111 miliardi, quindi ne taglia due. Il risultato è che una serie di Regioni governate dal Pd inevitabilmente andranno in disavanzo, nel qual caso è previsto l’automatico innalzamento dell’addizionale Irpef e Irap”. 


Il Governo si è detto disponibile a discutere e una proposta di compromesso ci sarebbe pure: o meglio ci sarebbe una soluzione a metà. A fronte dei 111 miliardi promessi dal Governo e dei 113 reclamati dalle Regioni, si potrebbe chiudere l’accordo a 112 miliardi. Chiamparino, dal canto suo, chiede di organizzare urgentemente un incontro con il Governo per trovare un’intesa prima della definizione della Legge di Stabilità.Insomma chi la vede bianca e chi la vede nera alla fine il bicchiere rischia di non essere né mezzo pieno e nemmeno mezzo vuoto.

 


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