Pre-Sinodo, Costanza Miriano: "Sì al catechismo, il matrimonio cristiano non è quello borghese"

01 ottobre 2015, Marco Guerra
“Usciamo dalla logica degli schieramenti, la Chiesa non metterà in discussione la dottrina”. Parlando con IntelligoNews, la scrittrice e giornalista, Costanza Miriano, mette a fuoco le diverse sensibilità che animeranno  il prossimo Sinodo che si aprirà domenica 4 ottobre. Ma proprio perché il “matrimonio cristiano resterà sempre indissolubile” – spiega l’autrice di diversi best-seller – bisogna dire alle coppie che sposarsi non coincide  con i bisogni della società contemporanea.

Pre-Sinodo, Costanza Miriano: 'Sì al catechismo, il matrimonio cristiano non è quello borghese'
Dopo il viaggio del Papa e con l’approssimarsi del Sinodo dei vescovi e del Giubileo della misericordia c’è molto fermento sia nel clero che tra i fedeli. Come sta arrivando la Chiesa a questi appuntamenti?

“Io voglio resistere alla tentazione di entrare nelle logiche degli schieramenti, che in parte ci sono, lo intuisco  anche io che c’è una dialettica che non si può negare. Credo che ci sia stato un allungo in avanti e si è organizzata una risposta, una difesa di alcune posizioni. Ma da fedele, io non voglio entrare in questa logica. Ho molto amici turbati, è inutile negarlo c’è tanta gene turbata nel vedere il momento particolare che vive la Chiesa – anche se poi monsignor Negri nel suo ultimo libro ha mostrato che tutta la storia della Chiesa è fatta di queste tensioni dinamiche e dialettiche, e anche di momenti molto più gravi dove sembrava che la barca sarebbe affondata -; ecco io chiedo a questi miei amici se veramente può metterli in dubbio un’uscita di un cardinale o anche del Papa, il quale tra l’altro viene spesso tirato per la giacchetta dai giornali. Io non penso sinceramente che possa succedere. Se uno vive veramente in buona fede il suo essere cristiano non penso che ci sia qualcosa di non chiaro nella dottrina nella Chiesa,  qualcosa che sia stato messo in discussione”.

Quindi non crede che la dialettica dei padri sinodali può aver insinuato qualche perplessità sulle questioni dottrinali…

“Chi vive in condizioni complicate – come dice lo status di Facebook – sa benissimo qual è la verità e se è alla ricerca di misericordia. E non penso proprio che la verità sia stata messa in discussione dai padri sinodali. Nei giorni scorsi mi sono costretta a leggere l’enciclica sull’ambiente, questo per dire che a me sembra evidente che tutto rientra nel tentativo di questo pontificato di uscire, di andare fuori e parlare la lingua degli altri e quindi cercare di raggiungere gli altri su un territorio che possono sentire più  familiare. Lui parla della difesa dell’ambiente senza chiamarla “cura del creato” ma “la cura della casa comune” perché una parola che tutti posso accogliere, anche gli atei”.

Quindi c’è chi mette l’accento sulla misericordia, chi su altri temi, ma alla fine si troverà una sintesi per una pastorale comune…

“Non credo che ci saranno veri cambiamenti sulla dottrina, qualcosa che metterà in discussione l’indissolubilità del matrimonio. Anche la questione del Motu proprio non mette in discussione nulla..”

Ma infatti, riguardo all’annullamento del matrimonio, il Papa ha chiesto maggiore celerità delle cause non di concederlo con più facilità. Come al solito c’è stata un strumentalizzazione di certa stampa…

“Tutti dicono gli annullamenti ma sono nullità, ovvero riconoscere qualcosa che non c’è mai stato. E poi ognuno di noi conosce la propria situazione…se c’è stato un sacramento o no. Dovremmo uscire da questa logica, io quando pecco lo so benissimo, ho l’angelo custode che me lo dice, non è che penso che perché il Papa ha detto così allora non pecco più se faccio una determinata cosa. E anche tutte queste parole sui ponti e i muri…se parlassimo meno sarebbe meglio”.

Ad ogni modo c’è stata una piccola resistenza organizzata dinanzi a qualche fuga in avanti di troppo…Insomma si sono voluti riaffermare alcuni principi della dottrina?

“Beh si, considerato che era stato posto l’accento più su alcuni temi che su altri. La Chiesa ha sempre cercato di tenere insieme tutto e quindi c’è stata una sottolineatura da parte di una certa Chiesa, che corrisponde appunto al cardinal Kasper e alle Chiese tedesca e austriaca. A quel punto  le Chiese  africana e americana hanno fatto sentire la loro voce. Ma credo che questo lo volesse il Papa…insomma che uscisse fuori tutto questo”.

Certo alla vigilia del  Sinodo dello scorso ottobre il pontefice esortò tutti a parlare liberamente. Quindi poi le posizioni si sono ricomposte?

“No, non è che le posizioni si sono ricomposte, non credo che Kasper abbia cambiato idea. Questo lo vedremo al Sinodo”.

Quindi si riproporranno alcuni schieramenti in cui era divisa la platea dei padri sinodali?

“Credo di si, ma dare sfogo a questa dialettica potrebbe essere una mossa diciamo molto ‘gesuitica’ per far venire fuori le istanze più progressiste, in modo poi da ribadire invece i principi fermi, dicendo “vi abbiamo ascoltato a tutti ma questo non si può fare”. È un stile gesuita. Che questa sia la pastorale migliore non lo so ma per fortuna lo spirito santo fa quello che fa quando sceglie i Papi, ed è Francesco che guida la Chiesa, quindi ci dovremmo preoccupare di meno”.

Ieri al convegno internazionale “Permanere nella verità di Cristo”, a cui hanno presenziato anche i cardinali Caffarra e Burke, è stata espressa la necessità che venga promosso un catechismo del matrimonio. Si trova d'accordo?

“Assolutamente, al cento per cento, perché  il grande equivoco della cultura contemporanea è stato sovrapporre il matrimonio borghese al quello cristiano. Un tempo il matrimonio borghese era accettabile perché corrispondeva alla nostra cultura per dei motivi semplicemente tecnici; non c’era contraccezione, non c’era l’accesso al controllo delle nascite, quindi la relazione sessuale doveva essere all’interno del matrimonio. La liberta affettiva, sentimentale e sessuale di oggi non è più congrua all’idea del matrimonio cristiano indissolubile e quindi dobbiamo ribadire in ogni sede quello che Gesù ha detto ai discepoli, ovvero se le cose stanno così non conviene che vi sposiate! Cioè il matrimonio cristiano è un’altra cosa, non è il coronamento di un trasporto, di uno slancio di un sentimento. Il matrimonio cristiano rispetto alla società di oggi non è naturale, sposarsi oggi non è naturale, e quindi tu sai che stai entrando in un cammino di conversione e anche di gioie e di croci che è vivere secondo il battesimo. Non è nemmeno un vocazione monastica o al sacerdozio…è tutta un’altra cosa”.

Insomma la chiesa ha il dovere di indicare anche gli aspetti più impegnativi del matrimonio cristiano…

“Nel modo di produrre e di consumare  siamo portati e immersi in una cultura del soddisfacimento dei bisogni immediati e delle emozioni. È tutta la nostra cultura contemporanea che fonda su questo, anche il modo di studiare a scuola: ora si punta ad interessare i bambini. Quindi oggi il matrimonio non ha senso se tu non ti riconduci continuamente alla radice del motivo per cui lo fai. Quindi sono d’accordo col fatto della necessità del catechismo. Deve esserci proprio un catecumenato come per i sacerdoti”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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