Dalle fogne all'auto, il pieno è con l'acqua depurata

01 ottobre 2016 ore 13:17, Americo Mascarucci
Presto potrebbe arrivare un’auto alimentata dal metano ricavato dagli scarichi delle fogne.
È il progetto del Gruppo Cap, realtà industriale pubblica che gestisce il servizio idrico integrato in provincia di Milano, Monza e Brianza, Pavia, Varese, Como.
Il Gruppo Cap, in collaborazione con Fiat Chrysler Automobiles e il supporto scientifico del Cnr, ha in progetto di capitalizzare i reflui fognari di Milano, trasformando i 60 depuratori presenti sul territorio in bioraffinerie per trattare le acque di scarto e creare distributori di metano a chilometro zero. 
La prima macchina a metano alimentata con il carburante ottenuto dai fanghi trattati è stata avviata presso il depuratore di Niguarda-Bresso.
In base agli studi dei tecnici Cap,infatti, si stima che il solo depuratore di Bresso potrebbe arrivare a sviluppare una produzione annua di biometano di 341.640 kg, sufficienti ad alimentare 416 veicoli per 20 mila km all'anno: 8.320.000 km percorribili complessivi, equivalenti a oltre 200 volte la circonferenza della terra. 
Significativi anche i risparmi grazie al costo di produzione di 0,58 euro/kg, sensibilmente inferiore ai circa 0,9 euro/kg a cui il metano è oggi acquistabile sul mercato. 
Nel campo della sostenibilità inoltre ci sarebbero in campo più di 455 milioni di euro in investimenti, dall'efficientamento dei depuratori, al potenziamento di acquedotti e reti fognarie, con risparmi ambientali significativi e risultati importanti in termini di tutela della qualità dell'acqua, difesa della biodiversità e riduzione della CO2 immessa in atmosfera. 

Dalle fogne all'auto, il pieno è con l'acqua depurata
"Considerando il ciclo produttivo dalla produzione del carburante fino al suo uso sulla vettura - ha affermato Valeria Albizzati di Fiat Chrysler Automobiles - l'auto a biometano equivale di fatto a un'elettrica". 
FCA ha già 12 modelli di vetture pronti a usare il biometano
"Trasformare i depuratori in bioraffinerie in cui dall'acqua sporca nascono nuovi prodotti, riaprire i canali e le rogge costruiti nel medioevo per ridurre l'impatto delle bombe d'acqua, sono tutte tessere di un mosaico di sostenibilità ambientale realizzabile in tempi brevi", ha aggiunto Alessandro Russo, presidente del gruppo Cap.

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