Addio Wes Craven, papà dell'horror moderno

01 settembre 2015, Andrea De Angelis
Lutto nel mondo del cinema. È morto all’età di 76 anni il regista Wes Craven, uno dei padri fondatori del cinema horror. 

Addio Wes Craven, papà dell'horror moderno
L’uomo è scomparso al termine di una battaglia contro il cancro al cervello, come reso noto dalla famiglia.
“È con profonda tristezza che annunciamo la morte di Wes Craven – si legge in un comunicato – era circondato da amore, alla presenza dei familiari nella sua casa di Los Angeles”. 

Con la saga “Nightmare”, “Scream” o “Le Colline hanno gli occhi” ha alimentato gli incubi di intere generazioni di appassionati dell'horror.

Dopo un breve periodo in cui suona la chitarra in un gruppo rock locale, il futuro regista si laurea in Lettere e Filosofia alla Johns Hopkins University, ma pur trovando un lavoro stabile come insegnante all'ateneo, decide poco dopo di abbandonare l'insegnamento per dedicarsi all'attività cinematografica, facendo il tuttofare in una piccola casa di produzione.

Lavorando, e osservando, impara le tecniche essenziali del montaggio, e intraprende qualche piccolo lavoro in proprio su spot pubblicitari e pellicole porno. Conosce così il futuro regista Sean S. Cunningham, con il quale produce il primo lungometraggio, il film pornografico Together.

Il suo primo, vero film fu però "L'ultima casa a sinistra" nel 1972, cui seguì "Le colline hanno gli occhi". Nel 1984, il regista arriva all'apice con "Nightmare - Dal profondo della notte", un film ispirato fantasticamente ad un episodio di cronaca vera che darà inizio ad una fortunatissima saga (composta a tutt'oggi di sette episodi, una serie TV, uno spin-off ed un remake) e lancerà il personaggio di Freddy Krueger come moderno babau horror

Ma è nel 1996 che Craven ritorna sulla cresta dell'onda con Scream, fortunato horror da cui prendono spunto molti degli attuali teenager-horror movie.

Craven sosteneva che l'orrore si celasse nei nostri ambienti quotidiani, aspettando solo di cogliere l'occasione per manifestarsi e sfogare il proprio desiderio di distruzione. "Sono interessato a spaventare la gente a un livello profondo, non solo a farla saltare sulla sedia", affermava. "I miei primi due film hanno fatto a pezzi tutti i luoghi comuni riguardanti le idee di come andava trattata la violenza al cinema. Prima la violenza cinematografica era gentile e pulita; io l'ho resa dolorosa, prolungata, scioccante e molto umana. E sono io che ho reso umani gli assassini". 
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