Renzi punge l'Europa sull'immigrazione: "Non tamponare solo l'emergenza"

01 settembre 2015, Americo Mascarucci
Renzi punge l'Europa sull'immigrazione: 'Non tamponare solo l'emergenza'
 Il premier Matteo Renzi torna con un’intervista al Corriere della Sera, sul tema dell’immigrazione, per ribadire l’esigenza di una “soluzione europea”. 

Ma intanto, rispondendo all’ennesima polemica della Lega Nord, ribadisce l’esigenza di valutare attentamente le richieste d’asilo per evitare i viaggi della morte. «L’Europa – spiega il presidente del Consiglio – deve smettere di commuoversi e iniziare a muoversi. E’ finito il tempo dei minuti di silenzio: si scelga finalmente di superare Dublino e di avere una politica di immigrazione europea, con un diritto d’asilo europeo». Per Renzi questa soluzione potrebbe finalmente mettere fine ai viaggi della disperazione, che sempre più spesso finiscono in tragedia. “Andremmo – spiega - negli Stati di provenienza per valutare le richieste di asilo e gestiremmo insieme anche i rimpatri. Non dobbiamo solo tamponare l’emergenza, ma anche avere un ruolo maggiore in Africa e in Medio Oriente. Bisogna investire di più sulla cooperazione internazionale. 

Agevolare i rimpatri e bloccare i trafficanti di uomini, per sempre». Un concetto simile a quelle espresso una settimana fa al Meeting di Rimini, quando attaccando proprio la “cultura della paura” alimentata a detta di Renzi dai populismi di Salvini e Grillo, il Premier ha ribadito l’esigenza di accogliere i profughi senza il timore di perdere consensi. «Sta emergendo- ha aggiunto ancora Renzi - la verità sui migranti: non è un problema italiano su cui speculare per mezzo punto di sondaggio, ma una grande crisi mondiale e europea da affrontare a Bruxelles, non a Lampedusa. Questa è stata la prima battaglia del mio governo: chiedere l’internazionalizzazione di questa crisi. 

Obama ha convocato un vertice su questi temi a fine mese proprio a margine dell’assemblea Onu». Sarà la volta buona? Fino ad oggi in Europa di chiacchiere se ne sono fatte tante sul tema dei migranti, ma al di là delle buone intenzioni e dei facili slogan, le ricette sono rimaste sempre sul piano della teoria; di pratica ce ne è stata molto poca, anzi zero assoluto. Della serie, tanto fumo e poco arrosto, con gli stati europei costretti a marciare in ordine sparso e senza una linea di condivisione. 

Così, fra chi come l’Italia accoglie tutti in base al motto renziano “non rinuncio all’umanità per tre voti” e chi come l’Ungheria e la Macedonia chiudono le frontiere per bloccare il passaggio dei profughi, è un gran bazar, un’autentica Babele di norme e regolamenti. Ora anche la cancelliera tedesca Angela Merkel si è accorta che l’Italia non può essere lasciata sola; eppure non è la stessa Merkel che pochi giorni fa aveva criticato l’Italia accusandola di non fare abbastanza per gli immigrati? Un’Europa schizofrenica insomma, esposta agli umori quotidiani di Berlino? C’è anche spazio per una disamina della situazione economica: “Vedo tanta energia – ha detto il Premier - Gli indici di fiducia e i consumi tornano a crescere. Il turismo tira, in particolare al Sud. Si respira un clima di ripartenza. Dopo anni di segno negativo torniamo a crescere. Cresciamo all’incirca come Francia e Germania: poco, ma finalmente come loro». Se il buongiorno si vede dal mattino!
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]