Giubileo, storica svolta del Papa sull'aborto: tutti confessori (anche i lefebvriani)

01 settembre 2015, Americo Mascarucci
Giubileo, storica svolta del Papa sull'aborto: tutti confessori (anche i lefebvriani)
Chi l’avrebbe mai detto! Papa Francesco ha superato Benedetto XVI nell’abbraccio agli scismatici della Fraternità San Pio X fondata dal vescovo francese Marcel Lefebvre, grande contestatore del Concilio Vaticano II. Se il Papa emerito aveva cercato di accorciare le distanze dai lefebvriani liberalizzando l’antico rito tridentino in tutte le diocesi del mondo, Francesco oggi compie un gesto forse ancora più rivoluzionario, sicuramente eclatante. 

Come riferisce il vaticanista del quotidiano “La Stampa” Andrea Tornielli, in occasione del Giubileo della Misericordia, Francesco ha addirittura riconosciuto valide le assoluzioni impartite dai sacerdoti della Fraternità. Una svolta, contenuta nella lettera che il Papa ha inviato all'arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione incaricato di preparare le iniziative giubilari. Una lettera che introduce tre importanti novità. La prima stabilisce che tutti i sacerdoti del mondo potranno assolvere durante l’anno giubilare il peccato di aborto, prerogativa questa concessa oggi dalla Chiesa esclusivamente ai vescovi o a sacerdoti da questi delegati chiamati “missionari della Misericordia”. Francesco nella lettera ha raccontato di aver incontrato nella sua vita tante donne sinceramente pentite del gesto compiuto e alla ricerca della misericordia divina. 

L’aborto resta un grave peccato, secondo il Papa, che però ribadisce come anche la donna che ha preso questa sofferta decisione per varie e diverse ragioni e si mostra pentita, vada compresa e perdonata. Da qui quindi la decisione di estendere il potere di assoluzione per i casi di aborto a tutti i sacerdoti del mondo che dovranno essere pronti ad affrontare quella che Francesco considera una “grande responsabilità”. 

Bergoglio poi ancora una volta si mostra vicino agli ultimi, in particolare ai carcerati, verso i quali ribadisce un’attenzione e una comunione particolare. A loro il Papa ha riconosciuto il privilegio di ricevere l’indulgenza giubilare anche dietro le sbarre, estendendo alle cappelle delle carceri la stessa “sacralità” riconosciuta alle basiliche romane e ai santuari dove si potrà ricevere l’indulgenza. 

Come detto però è la terza novità quella che sorprende di più, ossia il riconoscimento della validità delle confessioni impartite durante l’Anno Santo straordinario dai sacerdoti lefebvriani pur non essendo questi in comunione con il Papa e la Chiesa. «Nel frattempo, mosso dall’esigenza di corrispondere al bene di questi fedeli - scrive il Pontefice - per mia propria disposizione stabilisco che quanti durante l’Anno Santo della Misericordia si accosteranno per celebrare il Sacramento della Riconciliazione presso i sacerdoti della Fraternità San Pio X, riceveranno validamente e lecitamente l’assoluzione dei loro peccati». I sacerdoti della Fraternità san Pio X non sono mai stati scomunicati, la scomunica ha riguardato soltanto Marcel Lefebvre per aver consacrato vescovi senza l’imprimatur papale e per gli stessi vescovi ordinati illegittimamente, scomunica però revocata da Benedetto XVI nel momento stesso in cui i vescovi hanno riconosciuto l’autorità pontificia.

Le distanze fra i lefebvriani e la Chiesa Cattolica oggi riguardano esclusivamente l’accettazione del Concilio Vaticano II, condizione questa che la Fraternità continua a rigettare. I sacerdoti lefebvriani non sono legittimati ad assolvere i fedeli nel confessionale, anche se l’assoluzione è comunque valida se il fedele è tratto in inganno e non è consapevole dell’irregolarità compiuta dal confessore.

Nell’anno giubilare tuttavia, anche i sacerdoti della Fraternità saranno sollevati dall’illegittimità e le loro assoluzioni saranno dunque valide per chi le riceverà, consapevolmente o meno. Un provvedimento limitato nel tempo ma che comunque sembrerebbe smentire l’immagine di un Bergoglio deciso a chiudere le porte in faccia ai tradizionalisti, fino a vanificare gli sforzi compiuti dal suo predecessore. Con questo gesto Francesco mostra invece una volontà di dialogo e di abbraccio che sembra andare oltre la benevolenza di Ratzinger. Chissà che proprio Francesco non sia il Papa della riconciliazione? Del resto non è stato proprio Bergoglio nei giorni scorsi a mettere in evidenza la sua stima e la profonda devozione nei confronti di San Pio X. Sarà stato un caso?
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