Che fine ha fatto Giucas Casella?

01 settembre 2016 ore 10:31, intelligo
di Anna Paratore

Dice di sé: “Giucas Casella è il grande mentalista di tutti i tempi, celebre e popolare in Italia, Spagna, Germania, Cile. Diventato famoso grazie all’esperimento delle mani legate, ha addormentato i più grandi personaggi dello spettacolo e del cinema, con esperimenti sotto ipnosi e con sorprendenti esperimenti al limite della sopportazione fisica, come l’immersione nel ghiaccio, i carboni ardenti, sepolto sotto 2 metri di terra, chiuso in una botola piena d’acqua. Giucas Casella incuriosisce, crea polemica, emoziona, ma tiene sempre il pubblico incollato a guardare i suoi straordinari numeri”… e, aggiungiamo noi, scusate se è poco.
In realtà, in tutto quanto scritto sopra, qualcosa di vero c’è, e riguarda la capacità di Casella di attirare su di sé l’interesse del pubblico, qualità che gli è stata riconosciuta fin dalla prima volta che apparve sui teleschermi italiani con il suo “…quando te lo dico io”, frase rituale durante gli esercizi, riuscendo per parecchio tempo ad essere una specie di fenomeno nazionale che imperversava in tv.

Giucas Casella,  nome d’arte di Giuseppe Casella  (Giu di Giuseppe più Cas di Casella), nasce a Termini Imerese il 15 novembre del 1949. Racconta – e qui dobbiamo stare alla sua parola  - che all’età di 6 anni ebbe uno spaventoso incidente: cadde in un pozzo, e sarebbe sicuramente morto se, con la forza del pensiero, non fosse riuscito ad “avvertire” sua madre che lo trasse in salvo. Dopo cotanta manifestazione di potere paranormale, suo padre, un filo preoccupato – e chi non lo sarebbe stato – conduce la creatura dal parroco del paese affinché la liberi dal demone che lo possiede. Ma il bravo Don Sarullo  - appunto il parroco – tranquillizza il genitore spaventato e nella miglior tradizione di chi sa leggere il futuro, stabilisce che il piccolo avrà fama, successo e salute. Che oggi quindi Giucas  definisca se stesso un mentalista, il migliore o il peggiore non sappiamo, in realtà dimostra da subito una gran quantità di intraprendenza. Essa è sì da primato mondiale, ma anche la volontà di non deludere il buon padre Sarullo.
Approdato in tv con la fama di ipnotizzatore, Giucas ha presentato parecchi numeri di ipnosi. Famoso anche l’esperimento delle “mani incrociate”. Durante le trasmissioni a cui partecipava, Casella sosteneva di poter far intrecciare le mani ai telespettatori senza che poi essi potessero districarle. Aggiungeva però che non avrebbe inviato i suoi “influssi”  a casa di chi in quel momento seguiva la trasmissione, in quanto troppo pericoloso. Se anche il pubblico accoglieva con ironia le esibizioni di Casella, era evidente che il presunto mentalista riusciva a catturare l’attenzione dei telespettatori, attenzione che vista come audience lo rendeva un personaggio particolarmente ricercato.

Che fine ha fatto Giucas Casella?
Naturalmente, ogni tanto si verificava qualche piccolo intoppo, come quando Simona Ventura non riuscì a trattenere una bella risata nel bel mezzo della sua stessa ipnosi, o quando Victoria Cabello, alla fine di un esercizio sempre di ipnosi, al comando di Casella che le ordinava di baciarlo, se ne uscì con “Un fossi matta…”, suscitando l’ilarità dello stesso Giucas che, una volta tanto, non riuscì a trattenersi e scoppiò a ridere.  Per non parlare poi di un suo famoso esperimento in cui intendeva camminare sui carboni ardenti e che gli costo da una parte spiacevoli bruciature e dall’altra lo scherno di Striscia la notizia, che non mancò l’occasione di fare un bel servizio su tutta la storia.
Col tempo la presa di Giucas sul pubblico, almeno in Italia, è andata scemando, forse perché il repertorio del mentalista  di Termini Imerese era divenuto un po’ ripetitivo. C’è da dire anche che il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) si è occupato diverse volte di Giucas Casella. Ad esempio sulla rivista "Scienza & Paranormale" sono stati pubblicati i seguenti articoli critici: "Giucas Casella: ci sei o ci fai?" (S&P n. 6 del 1995); "C'e' un Casella ovunque!" (S&P n. 11 del 1996). Inoltre nel 1995 proprio a Casella era stato assegnato dallo stesso CICAP il premio satirico "Bufala d'oro".  

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