Proroga pensioni, scintille tra giudici e Governo: "E' incostituzionale"

01 settembre 2016 ore 14:17, Luca Lippi
Il Governo ha approvato con Decreto la proroga di un anno per il pensionamento dei giudici di Cassazione. 
L’Anm dubita sulla costituzionalità del provvedimento emanato con carattere d’urgenza. 
Ecco cosa sta succedendo.

Il provvedimento riguarda soltanto i vertici della Corte, per i quali l’età di pensionamento si allunga quindi di altri 12 mesi. 
Ad essere interessati dalla novità introdotta dal decreto sono i giudici che avrebbero compiuto 72 anni dopo il primo gennaio prossimo, per i quali la pensione verrà quindi posticipata di un anno.
Gli interessati dal provvedimento sono i vertici di Cassazione, Consiglio di Stato, Suprema Corte, Corte dei Conti e Avvocatura dello Stato. 
Si ricorda che per questi ultimi il limite massimo di permanenza in ufficio era già stato rivisto e successivamente stabilito nel decreto legge 90/2014, portando a 70 anni il limite massimo di età pensionabile, a fronte dei 65 per gli altri dipendenti pubblici.
La proroga del servizio è giustificata, nel Decreto, come atto necessario visti i carichi pendenti sulla giustizia e gli incompiuti, “al fine di salvaguardare la funzionalità degli uffici giudiziari e garantire un ordinato e graduale processo di conferimento, da parte del Consiglio Superiore della Magistratura, degli incarichi direttivi e semidirettivi che si renderanno vacanti negli anni 2015 e 2016”.

Proroga pensioni, scintille tra giudici e Governo: 'E' incostituzionale'

L’Associazione Nazionale Magistrati ha espresso il proprio disappunto rispetto ad una riforma ritenuta parziale ed incostituzionale.
Nei fatti per l’Associazione magistrati è “una scelta incostituzionale e discriminatoria, che per la prima volta nella storia repubblicana crea una distinzione tra magistrati di serie A e di serie B”. 
La sinistra di Area ha aggiunto il proprio “sconcerto” per il fatto che il governo abbia “del tutto ignorato” le opinioni contrarie dei giudici, e la destra di Magistratura indipendente ha chiesto un incontro con il presidente della Repubblica. 
Autonomia e indipendenza, il gruppo di Piercamillo Davigo che guida l’Anm, ipotizza lo sciopero. 
È inoltre prevedibile che dal Palazzo dei Marescialli (sede del consiglio Superiore della Magistratura) possa pervenire un giudizio critico al Decreto e la presumibile proposta di modifiche che potrebbero essere accolti dal Parlamento durante la conversione in legge; come un’eventuale estensione della proroga ai capi e vicecapi degli altri uffici, o a tutti i magistrati settantunenni.
Riguardo l’incostituzionalità, secondo i magistrati, non si ravvisa il carattere di necessità ed urgenza che porterebbe all’utilizzo dello strumento del Decreto Legge il quale, in via eccezionale, attribuisce il potere legislativo in capo all’esecutivo.
A breve potremo parlare di sviluppi della questione.
autore / Luca Lippi
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