Smog nemico di cuore e cervello: a Torino e Milano si invecchia prima

01 settembre 2016 ore 23:59, Andrea Barcariol
Un mix terribile: l'inquinamento dell'aria e il livello di colesterolo nel sangue. Talmente micidiale da causare l'invecchiamento del cuore e del cervello quattro volte più rapido a Milano e a Torino rispetto alla capitale. Lo riferisce Alberico Catapano, presidente della Società Europea per lo studio dell'arterosclerosi, che cita l'incrocio dei risultati emersi da diversi studi scientifici e i dati sulle polveri sottili forniti dall'Ispra Ambiente. Secondo questi ultimi dati, infatti, Roma ha un minore tasso di inquinamento medio rispetto a Torino e a Milano, dove per l'agenzia Europea dell'ambiente si respira l'aria peggiore d'Europa. "L'inalazione del particolato fine il pm2,5 - chiarisce Catapano - provoca un processo di infiammazione nei polmoni e nel sangue che si ripercuote sull'arteria principale, la carotide, e va a sommarsi ai danni provocati dall'accumulo di placche di colesterolo".

Smog nemico di cuore e cervello: a Torino e Milano si invecchia prima
E' bene sottolineare che si tratta soltanto di una stima, ma il dato comunque fa riflettere e preoccupare. "Studi recenti hanno dimostrato che l’esposizione alle polveri sottili in città provoca un ispessimento della carotide - conclude Catapano -  ma si è registrata anche una modifica qualitativa dell’Hdl, il «colesterolo buono», che risulta con ridotta capacità antinfiammatoria". Sulla stessa lunghezza d'onda Luigi Gentile, presidente della Società per Piemonte e Valle d’Aosta, "riducendo la concentrazione di polveri sottili nelle nostre città, anche di pochi punti, è possibile ridurre già nel breve periodo il rischio di ispessimento rapido della carotide".
Un rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea) ha certificato come l'Italia sia il Paese dell'UE che fa registrare il maggior numero di morti premature rispetto alla normale aspettativa di vita a causa dell’inquinamento dell'aria.
Secondo Legambiente, l'inquinamento dell'aria, mediamente, costa 60 mila vittime all'anno al nostro Paese.


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