Rossi vs Renzi: nemici di partito. In Toscana come guelfi e ghibellini

10 aprile 2013 ore 16:39, intelligo
Rossi vs Renzi: nemici di partito. In Toscana come guelfi e ghibellini
Il governatore e il sindaco. A Firenze sono come i guelfi e i ghibellini. Nemici di partito e di partita, quella per il Colle dalla quale Renzi è stato escluso. Cassato dai consiglieri regionali piddini dalla terna toscana per l’elezione del capo dello Stato dopo dieci ore di riunione e di discussioni. Partito diviso. A lanciare l’ipotesi Renzi erano stati quattro consiglieri regionali di fede renziana.
Dal governatore Enrico Rossi era arrivato un via libera ufficiale molto condizionato, ovvero un “sì” ma “a patto che il gruppo lo votasse compattamente e che Renzi chiedesse al centrodestra di non indicare il suo nome sulla scheda”. La prassi vuole che siano i due presidenti e un esponente della minoranza a formare la delegazione del consiglio regionale. Ma per Renzi si stava discutendo da giorni sulla possibilità di fare un'eccezione e sarebbe stata l'unica rispetto a tutte le altre regioni d'Italia che hanno scelto o stanno scegliendo i loro delegati. Il clima politico nazionale, però, ha fatto la sua parte. E nel momento in cui è risultato evidente che la tregua Renzi-Bersani era saltata, è saltata pure la soluzione di appeasement. D’altra parte tra sindaco e governatore toscano non è mai corso buon sangue. Pochi giorni fa Rossi, da umanista laureato in filosofia qual è, per rispondere all'intervista di Renzi al Corriere aveva citato il XXVII canto dell'Inferno, infiorettando in endecasillabi l’accusa di incoerenza. Rossi, d'altra parte, almeno fin da quando Carlo De Benedetti un anno fa lo ha proposto per un ruolo di rilievo nel Pd nazionale, soffre molto l'esplosione del suo competitor locale. E non ha rinunciato, nonostante tutto, a coltivare le sue ambizioni. Come rivelato da Intelligonews, infatti, circa un mese fa i consiglieri regionali di centrodestra - Giovanni Donzelli in testa - avevano presentato un’interrogazione per chiedergli conto di un sondaggio da lui commissionato. Una delle domande rivolte agli intervistati recitava: “Secondo lei Rossi ha le qualità per diventare il prossimo segretario del Pd al posto di Bersani?”. I consiglieri di centrodestra gli chiesero a carico di chi fossero i costi e se intendesse lasciare la poltrona di governatore. Una richiesta accompagnata da un’ulteriore domanda, tutt’altro che casuale e sicuramente affilata: “Di questa ambizione il presidente della Regione ha parlato con il sindaco di Firenze Matteo Renzi?”.
autore / intelligo
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