Eterologa e caso Grosseto. Savarese (ManifPourTousIt): “Diritto e tecnologia al servizio di egoismi. Ma si può ricorrere…”

10 aprile 2014 ore 13:36, Marta Moriconi
Eterologa e caso Grosseto. Savarese (ManifPourTousIt): “Diritto e tecnologia al servizio di egoismi. Ma si può ricorrere…”
Il divieto di fecondazione eterologa che è stato dichiarato incostituzionale e la richiesta del Tribunale di Grosseto di riconoscere un matrimonio gay contratto a New York. Sono solo gli ultimi due casi che hanno scatenato polemiche e schierato le “falangi avverse”. IntelligoNews ha chiesto di commentarli al portavoce della Manif Pour Tous Italia, Filippo Savarese che parlando di “vittorie scorrettissime” ha evidenziato il pericolo che si nasconde dietro a certe scelte: “ll diritto è con le spalle al muro nella tutela delle persone rispetto all’avanzare delle nuove tecnologie e delle possibilità che aprono”. Fecondazione assistita. Il divieto di eterologa è incostituzionale. Per la Roccella questo tipo di scelta nasconde addirittura l’idea di “tradimento”. Per voi? «Non la mettiamo su questo piano. Noi riteniamo che l’aspetto più rischioso di questa vicenda sia il fatto che la decisione sia stata presa dalla Corte Costituzionale che ha di fatto rinvenuto nella nostra Costituzione il diritto ad avere un figlio. Non mi sarei scandalizzato se il Parlamento avesse deciso democraticamente di introdurre la fecondazione eterologa, perché almeno questa scelta sarebbe avvenuta dopo una considerazione ampia di tipo filosofico, antropologico, giuridico, sociale, bioetico. Il principio del diritto assoluto al figlio può essere esteso ora ad altre situazioni da altri Tribunali e il pensiero corre alla richiesta dell’eterologa per coppie omosessuali».
Eterologa e caso Grosseto. Savarese (ManifPourTousIt): “Diritto e tecnologia al servizio di egoismi. Ma si può ricorrere…”
Grosseto: il Tribunale ordina al Comune "Riconoscete quel matrimonio gay". In questo caso a cosa siamo di fronte?
«E’ una decisione che va contro tutta la giurisprudenza della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale fino ad oggi espressa. Il Tribunale di Grosseto ha ordinato ai funzionari del Comune di registrare un matrimonio tra omosessuali celebrato a New York sulla base del fatto che il codice civile non conterebbe nessuna indicazione sul sesso dei due coniugi. Sia la Cassazione che la Corte Costituzionale hanno negato che questo sia vero, dicendo che nella struttura del codice civile dal punto di vista interpretativo è chiaramente rintracciabile la distinzione del sesso come requisito fondamentale per poter accedere al matrimonio e dunque anche per poterlo riconoscere. Insomma, è una questione già risolta per via interpretativa dalla Corte Costituzionale nella sentenza 138 del 2010, in cui si chiarisce che il codice civile quando parla di matrimonio fa riferimento al matrimonio tra un uomo e una donna. I funzionari dovrebbero fare ricorso nei confronti della sentenza del Tribunale di Grosseto perché sicuramente la Cassazione darebbe ragione al Comune». Il fatto di dichiarare il divieto di eterologa incostituzionale e il fatto di trascrivere nei registri civili una celebrazione gay avvenuta a New York vanno a braccetto? Ossia, vanno nella stessa direzione? «Ma sì, vanno nella logica per cui il diritto non ha più nessun legame con il sentire sociale di un popolo. Quello che riguarda non solo i diritti individuali (ma anche questioni di relazione tra le persone come i rapporti di figliazione) ha per sua natura una certa discrezionalità che è giusto che sia decisa democraticamente dall’intero popolo. I cittadini attraverso le elezioni scelgono i loro rappresentanti che decidono in materia in modo non ideologico e ampio. Qui si sta scavalcando questa dimensione attraverso decisioni giurisprudenziali unilaterali che fanno riferimento ad un solo e unico modo di guardare questi argomenti così delicati, ed è evidente che così si distrugge la democrazia. Posso sopportare che qualcuno abbia idee diverse dalle mie, non sopporto di sentirmi dire, quando la Corte Costituzionale toglie il divieto di eterologa, che la mia idea era sbagliata. Non è così, sono opinioni. Su temi così delicati è sbagliato che sia una Corte a decidere quale opinione sia costituzionale e quale no». Sembra evidente che il corso degli eventi porterà una società contraria alle vostre idee. Non è, la vostra, una battaglia contro i mulini a vento? «Il vento contrario è partito da tantissimo tempo. In questi ultimi giorni chi è portatore di queste idee sta avendo una serie di vittorie scorrettissime. L’amarezza è che si sta distruggendo la realtà stessa di società attraverso una strumentalizzazione del diritto: ogni singola persona diventa un’isola con i suoi diritti che non tengono più conto della rilevanza sociale delle azioni, come per esempio, quella di mettere al mondo un figlio con un padre chissà dove e un altro…» Savarese, quanti padri avremo tra un po’? Uno genetico, uno storico, uno… «Tantissimi. Dove l’eterologa è già possibile queste situazioni paradossali sono già in atto. Esistono già casi in cui ad alcuni bambini sono stati riconosciuti tre veri genitori: la coppia che ha fatto accesso alla fecondazione eterologa e il donatore. Queste decisioni distruggono la società». Per non parlare di una serie di problematiche giuridiche legate al fatto di avere più genitori. «All’estero stanno affrontando queste problematiche. E’ evidente che quando si tolgono quei paletti naturali minimi per la regolamentazione delle relazioni tra le persone tutto il resto vada a scatafascio. Faccio un esempio. Il Tribunale di Milano che l’altro ieri ha dichiarato di non poter condannare la coppia che ha affittato l’utero di una donna indiana per poter avere un figlio, ha dichiarato in sostanza che il diritto è con le spalle al muro nella tutela delle persone rispetto all’avanzare delle nuove tecnologie e delle possibilità che aprono. Quando crediamo che siccome posso fare una cosa sia giusto che la faccia, mi dite che senso ha il diritto?»
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